Stamani polizia e carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del partannese Giovanni Domenico Scimonelli. L'accusa è di omicidio premeditato ed aggravato dal metodo mafioso: sarebbe infatti il mandante del delitto commesso allo "Smart Cafè" di Partanna il 21 maggio 2009, in cui a cadere sotto i colpi dei killers fu Salvatore Lombardo. Lo scorso novembre erano scattate le manette per i presunti esecutori, Nicolò Nicolosi ed Attilio Fogazza

Punito per uno "sgarbo"

Salvatore Lombardo è stato "punito" dopo aver rubato un furgone con a bordo merce di proprietà di Scimonelli. Quest'ultimo avrebbe dunque organizzato l'agguato affidandone l'esecuzione a Fogazza e Nicolosi.

Giovanni Domenico Scimonelli è stato riconosciuto dai magistrati che coordinano le indagini come un affiliato a Cosa Nostra. Quella sera del 21 maggio di sei anni fa, Salvatore Lombardo si era recato al bar di Partanna dopo aver assolto all'obbligo di firma presso la caserma dei carabinieri, misura preventiva alla quale era stato sottoposto. I sicari, che viaggiavano a bordo di una Volkswagen Polo di colore scuro, avevano seguito i suoi spostamenti sin dal momento in cui aveva lasciato la caserma. Successivamente erano giunti sul posto e mentre uno dei due era rimasto sulla vettura, l'altro era sceso ed individuata la vittima al bar, gli si era avvicinato esplodendo alcuni colpi di fucile a distanza ravvicinata. Dopo averlo ucciso, entrambi si sono allontanati a bordo dell'auto. Un "modus operandi" in perfetto stile mafioso. 

Le intercettazioni durante la caccia al boss

Il caso è tornato alla luce a seguito di alcune intercettazioni nell'ambito delle attività di ricerca condotta da carabinieri e polizia nei confronti del boss latitante Matteo Messina Denaro.

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Scimonelli si trovata già in carcere dallo scorso 3 agosto, arrestato nel contesto dell'operazione "Ermes" che aveva visto scattare le manette per undici presunti fiancheggiatori del padrino di Castelvetrano