Il mancato rispetto delle regole di circolazione stradali determina spesso, come ogni giorno la cronaca conferma, incidenti stradali di ogni tipo. Quando due veicoli si scontrano risulta quindi essenziale stabilire su chi deve ricadere la responsabilità. Il codice civile dispone che nel caso di scontro tra veicoli si deve presumere, siano a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a cagionare il danno. La giurisprudenza maggioritaria ha sempre affermato il principio che la presunzione di uguale concorso di colpa costituisce infatti criterio principale di distribuzione della responsabilità. Il principio di pari responsabilità opera inoltre qualora sia impossibile accertare con indagini specifiche le modalità del sinistro.

L’unico modo per superare la presunzione di pari responsabilità è provare di aver fatto tutto il possibile per evitare l’evento. La Corte di Cassazione con una recente sentenza ha ritenuto che il conducente, per escludere la sua responsabilità, deve sempre provare di essersi uniformato alle norme sulla circolazione stradale e a quelle di comune prudenza.

Presupposti per l’esclusione del concorso di colpa

La Suprema Corte si è occupata di una controversia relativa ad un incidente automobilistico, sul quale i giudici di merito avevano decretato appunto nei confronti di entrambi gli automobilisti il concorso di pari colpa di cui al comma 2 dell’ 2054 c.c. Uno dei due conducenti non ha accettato questo verdetto e ha deciso di fare ricorso in Cassazione. Egli ha sottolineato che il conducente dell’altro veicolo avesse invaso l'opposta corsia di marcia, e tale circostanza di fatto sarebbe stata di per sé idonea a ritenere sussistente la colpa esclusiva del veicolo antagonista.

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I giudici di legittimità, nel rigettare il suo ricorso hanno fatto alcune considerazione che ruotano intorno alla condotta stradale tenuta dal ricorrente. I giudici di Piazza Cavour infatti hanno ritenuto che il ricorrente non avesse fornito una prova convincente di aver fatto tutto il possibile per evitare il sinistro, in modo tale da escludere nei suoi confronti la presunzione di colpa. (Corte di Cassazione sentenza n. 124 dell’ 08 gennaio 2016)

Prova dell’arresto tempestivo del proprio mezzo per evitare collisioni

 Gli ermellini hanno dunque ritenuto il conducente di un veicolo può escludere la sua responsabilità solo qualora dimostri che la condotta dell’altro abbia avuto efficacia assorbente nella produzione dell’incidente. Ma nel caso di specie ciò non è avvenuto posto anche che il ricorrente non aveva nemmeno dimostrato di aver guidato sempre ad una velocità moderata. Ciò infatti gli avrebbe consentito di evitare l'impatto con la vettura antagonista. Infine,  i giudici di Piazza Cavour hanno precisato che, la domanda di risarcimento del danno subito da un veicolo a seguito di incidente stradale deve considerarsi come risarcimento in forma specifica. Ne consegue che il giudice non è obbligato ad accoglierla e di conseguenza può condannare il danneggiante al risarcimento per equivalente.

Gli ermellini hanno dunque confermato la liquidazione del danno  in una somma pari alla differenza di valore del bene prima e dopo l’incidente. Essi non hanno dunque tenuto conto del costo delle riparazioni, poiché queste risultavano avere un prezzo superiore al valore commerciale dell’automobile. Per info di diritto premi tasto segui accanto al mio nome.