Nuova sfida al mondo in arrivo da parte del regime della Corea del Nord. Secondo fonti autorevoli, il leader Kim Jong-Un starebbe per autorizzare il lancio di un nuovo missile, stavolta a lungo raggio. Il segretario di Stato americano John Kerry, in piena sintonia con il ministro degli esteri della Corea del Sud Yun Byung-Se, sostiene che bisogna prepararsi a subire nuove provocazioni, con Tokyo che rincara la dose, affermando che stavolta la testata lanciata potrebbe colpire obiettivi molto distanti, come per esempio il Giappone o addirittura alcune città americane che si affacciano sulla costa orientale

Secondo le Intelligence americana e giapponese, le immagini ricevute dai satelliti non lascerebbero dubbio alcuno, con la dittatura di Pyongyang occupata a perfezionare gli ultimi dettagli dell'imminente lancio balistico.

Fonti del Pentagono sostengono che l'esplosione dell'ordigno nucleare del 6 gennaio scorso, proverebbe che il paese del 38° parallelo sia quasi arrivato alla fine del processo di arricchimento dell'idrogeno e sarà molto presto in grado di produrre e lanciare la sua prima bomba H.

In guerra contro il mondo

Il governo nord coreano non ha ancora commentato la notizia, ma se questa fosse confermata, ci ritroveremo davanti ad una palese violazione delle risoluzioni in materia nucleare del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sulla denuclearizzazione dell'intera penisola coreana. Simili test a lunga gittata vanno comunicati preventivamente alla comunità internazionale, in modo da predisporre con la massima allerta e velocità le doverose zone di sicurezza.

In attesa che l'ONU e i suoi organi si esprimano votando ulteriori misure restrittive, a Washington la Commissione Affari Internazionali del Senato ha votato all'unanimità la legislazione che intensificherà le sanzioni contro la Corea del Nord, sia contro la proliferazione del suo progetto sugli armamenti nucleari, che avverso la violazione dei diritti umani.

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Spetterà poi al presidente Obama rendere operativa al più presto la risoluzione con la propria firma, ma si tratterà certamente di una mera formalità