Il fatto che tra le figlie di un settantenne perugino e la sua badante non ci fossero buoni rapporti, sembra che non fosse una novità. Ma stavolta la situazione è davvero degenerata, a causa di un incendio divampato nella cucina dell'abitazione del padre, a seguito del quale tra le tre donne sarebbe scoppiata una lite, più accesa del normale, tanto da spingere l'uomo a richiedere l'intervento della Polizia. Come anticipato, tra le due figlie e il padre non correvano più buoni rapporti da un po' di tempo, a causa della nuova relazione che l'uomo avrebbe intrapreso con la badante rumena quarantenne. La stessa, infatti, assunta dal settantenne unicamente per badare alla casa, avrebbe poi stretto con lui una relazione sentimentale, non più soltanto un rapporto professionale e, a detta delle figlie, avrebbe indotto l'uomo a mutare in generale il suo modo di comportarsi, rendendolo poi aggressivo nei loro confronti. Secondo i fatti, le figlie, preoccupate per il padre, sarebbero accorse nell'abitazione, trovando la cucina completamente distrutta e sarebbero così insorte contro la badante, colpevole dell'incendio.

Dopo un acceso scambio di insulti, le donne sono passate a minacce e percosse, a seguito delle quali sarebbe intervenuto anche il padre, senza ovviamente riuscire a tranquillizzare le tre donne coinvolte, vista la successiva decisione di chiedere l'intervento della Polizia.

La situazione, agli agenti, probabilmente abituati a situazioni peggiori, non è apparsa molto grave, ma le persone coinvolte sono state comunque invitate a recarsi al Pronto Soccorso per le lesioni prodotte, seppur di modesta entità, e successivamente in Questura per la formalizzazione delle loro rispettive denunce-querele. Da contestuale controllo nella banca dati, si è scoperto che nella casa era presente anche un fucile da caccia e altre armi, regolarmente possedute dal settantenne, insieme alle relative munizioni.

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Data la situazione in casa, caratterizzata da forte agitazione, dietro il coordinamento del Sostituto Commissario Corneli, si è proceduto al ritiro cautelare sia delle armi che del permesso, per finalità di pubblica sicurezza, demandando al Questore l'eventuale restituzione, una volta effettuati gli opportuni accertamenti, per mezzo della Polizia Amministrativa e Sociale.