Durante l'ultimo processo a Massimo Giuseppe Bossetti (45 anni), il pubblico ministero Letizia Ruggeri ha replicato in questo modo al criminologo Ezio Denti: "Quel furgone è di Bossetti, anche un miope se ne accorgerebbe". Denti è il consulente della difesa dello stesso Bossetti, l'unico indagato per l'omicidio di Yara Gambirasio (13 anni al momento della morte) avvenuto nel 2010 a Chignolo d'Isola. Il criminologo ha risposto di seguito, che nei video non sono evidenti i segni di ruggine che renderebbero il furgone del muratore di Mapello unico e identico a quello ripreso dalle telecamere.

L'ammissione di Bossetti e gli indizi contro di lui

Come riporta la nota rivista settimanale Giallo (diretta da Andra Biavardi) nell'ultimo numero uscito questa settimana, durante un interrogatorio, il muratore di Mapello ammise di essere passato per la palestra di Yara.

Tornando al pm Ruggeri, che ha difeso a spada tratta il lavoro svolto dai carabinieri del Ris, ella non avrebbe tutti i torti a dichiarare che il furgone ripreso dalle telecamere sia di Bossetti. Le prove in effetti non mancherebbero. Il modello del muratore presenta caratteristiche uniche: il serbatoio è stato cambiato (precisamente nel 2003). Il canone fisso è stato modificato in ribaltabile. La fascia rossa lungo le sponde è interrotta da inserti. Infine, altro elemento rilevante, sono proprio quelle particolari macchie di ruggine sulle sponde. E' d'uopo spendere qualche parola anche riguardo la maniglia. Secondo la difesa, la presenza di essa sul cassonato ripreso dalle telecamere proverebbe che lo stesso cassonato sia diverso da quello del carpentiere. Tuttavia, la Ruggeri ha replicato che non si tratta di una maniglia, bensì di un dettaglio della recinzione che oscura la visuale.

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Le dichiarazioni di un testimone anonimo 

Relativamente alla "querelle" del furgone, Giallo ha intervistato un uomo che ha chiesto l'anonimato. Costui è il proprietario di uno dei sette veicoli Iveco comparsi in un elenco presentato da Denti in tribunale. Queste sette vetture, a detta del consulente, non figurerebbero tra quelle prese in esame dagli inquirenti. Costui ha dichiarato che una domenica vennero da lui tre giovani che chiesero il permesso di prendere le misure al suo furgone. I tre dissero al proprietario che avevano intenzione di acquistare un veicolo simile al suo e volevano essere sicuri che entrasse nei loro box. L'uomo, qualche mese dopo, è stato citato in Tribunale dalla difesa. Il signore ha infine affermato con assoluta certezza, che il suo furgone è completamente diverso da quello di Bossetti. Alla fine, durante l'ultimo processo, il professor Alberto Brandone ha confermato un ulteriore indizio contro il carpentiere di Mapello: le fibre trovate sui leggings di Yara sono compatibili con quelle dei sedili del furgone appartenente al Bossetti.