Colpo di scena sul delitto di Loris Stival, ora la mamma del bimbo, unica indagata, cambia versione e dice: "ad ucciderlo è stato mio suocero con cui avevo anche una relazione". C'è un'altra verità sulla morte del piccolo Loris, un'altra versione che sua madre Veronica Panarello ha dato a gennaio a più di un anno dalla morte del figlioletto. "Loris è stato ucciso dal mio suocero perché eravamo amanti" ha raccontato Veronica alla psicologa del carcere di Catania. Un bambino di otto anni assassinato dal nonno: un'accusa agghiacciante. "Doveva sparire per sempre, aveva visto qualcosa che non doveva vedere" continua la donna, "quella relazione fino ad allora era rimasta segreta".

Per questo il nonno di Loris, Andrea Stival, l'avrebbe costretta a immobilizzare le mani del figlio per poi strangolarlo con un cavo elettrico. Versioni che cambiano continuamente, esitazioni e tentennamenti come durante il sopralluogo degli inquirenti a casa Panarello, cosa c'era dietro quei silenzi? Uno sforzo per recuperare i ricordi od il tentativo di nascondere la verità? Già, la verità, dove la madre ne racconta un'altra in ritardo perché spaventata da l timore che anche il fratellino di Loris poteva essere ucciso, una ricostruzione che però non viene ancora confermata agli inquirenti. "L'ennesima follia" controbattono gli avvocati del nonno del piccolo Loris, una delle tante ricostruzioni di quella morte che finora non ha una spiegazione chiara e sicura e dove l'unica sospettata è proprio la madre. 

Tante le versioni discordanti della donna

E' impressionante la sequenza di versioni discordanti fra loro di Veronica Panarello agli inquirenti, l'ultima nel mirino è proprio quella riguardante Andrea Stival, suocero,amante ed anche assassino secondo la donna in carcere a Ragusa con l'accusa di aver ucciso il figlio di otto anni il 29 novembre del 2014 e di averne occultato il cadavere gettandolo in un canalone appena fuori dal suo paese Santa Croce Camerina.

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Soltanto 3 mesi fa, interrogata dal PM Marco Rota, aveva raccontato tutt'altro: aveva parlato di un'incidente domestico  in cui il piccolo si sarebbe strozzato da solo con delle fascette con cui stava giocando dalla sera precedente. Lei stessa parlò anche di rimozione, di quanto successo, perché lo aveva ritenuto solo un orrendo sogno; versione subito battezzata come bizzarra dagli inquirenti. O come la prima versione della donna, prima di essere ricoverata in una clinica psichiatrica, che arrivò a dire di aver accompagnato il figlio a scuola, ma le telecamere che puntavano sulle strade percorse dalla donna, non confermarono questa versione.