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Sono scesi in migliaia, ieri 27 febbraio, in piazza a Varsavia, per manifestare contro le recenti misure adottate dal governo, e per mostrare tutta la solidarietà del popolo polacco nei confronti di Lech-Walesa, ex leader di Solidarnosc, recentemente accusato di aver collaborato con il KGB .

La popolazione chiede democrazia

Fortissime le critiche al governo conservatore che, secondo i manifestanti, sta verosimilmente adottando misure anti-democratiche.

La protesta è stata organizzata da Comitato per la difesa della democrazia (Kod), neo- formazione nata in novembre come reazione alla vittoria delle politiche del partito nazionalista di estrema destra PiS, Diritto e Giustizia.

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Fonti ufficiali parlano di circa 80000 cittadini scesi in piazza, che si sono ritrovati davanti allo stadio nazionale, per poi giungere, attraversando il centro di Varsavia, in Piazza di Pilsudski, resa celebre dalla messa ivi tenuta da papa Giovanni Paolo II nell'estate del 1979. Il leader del Comitato per la difesa della democrazia, Mateusz Kijowski, si è espresso in merito alla protesta :" Siamo qui per dimostrare che la democrazia e la libertà sono i valori fondanti della nostra Costituzione, e sono per noi i valori principali da difendere".

Sostegno a Lech-Walesa

In piazza si è registrato un fortissimo sostegno a Lech-Walesa, ex leader di Solidarnosc, il sindacato autonomo dei lavoratori che si oppose come movimento di massa di matrice cattolica ed anticomunista in opposizione al governo centrale, a partire dagli anni 80. Lech-Walesa è stato recentemente sotto i riflettori, a causa di alcune accuse perpetrategli dal governo attuale, che ha insinuato che l'ex presidente avrebbe collaborato con il servizio segreto russo, il KGB, tra l'altro ritenuto responsabile, con Vladimir Putin, dell'omicidio della spia Litvinenko nel 2006.

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Walesa ha precisato: "Non avrei mai immaginato che dopo gli anni di lotta e di impegno per la libertà e dopo le repressioni subite, l'apparato dello stato democratico colpirà noi, gli oppositori del sistema comunista". Ha poi aggiunto: "Ricordo benissimo delle carte che i servizi segreti mi fecero firmare", relativamente al tragico episodio avvenuto nel 1970 a Danzica, quando l'esercitò aprì il fuoco su alcuni operai che cercavano di entrare nei cantieri navali di Lenin, causando la morte di 45 lavoratori. Uno striscione su tutti recitava "Sei sempre il nostro eroe".

La Polonia e l'Europa

La Polonia è entrata recentemente nella dinamiche e nelle schermaglie europee circa il ricollocamento e la suddivisione delle quote dei migranti. Il PiS, attualmente al governo, ha assunto posizioni intransigenti, come la maggior parte dei paesi dell'Europa centro- orientale. Questa fermezza ha attirato le critiche, tra i molti, della Commissione europea e del premier italiano, Matteo Renzi, che ha accusato questi paesi di "essere solidali nel prendere, ma non nel dare".

Nel corso della manifestazione, sono sventolate numerose bandiere dell'Europa, a conferma del fatto che il "sentiment" della popolazione sia quantomai distante dalle decisioni del governo. Secondo un sondaggio, infatti, ben l'81% dei cittadini polacchi sarebbe felice di far parte dell'Unione Europea, mentre il 10% si è detto contrario. Fortissime critiche dalla Commissione europea sono piovute sul governo polacco, in seguito all'approvazione delle contestatissime leggi sui media e sul sistema giudiziario.