Una serie di esplosioni ha fatto tremare Bruxelles, cuore dell’Europa, martedì 22 marzo fin dalle prime ore del mattino. In un primo momento, intorno alle ore 8, l'aeroporto internazionale di Zaventem è stato oggetto di due detonazioni; poco dopo una terza esplosione è avvenuta alla fermata della metro di Maelbeek, cuore delle istituzioni europee. Le autorità belghe hanno confermato che i morti sono complessivamente 32, ma la cifra potrebbe aumentare poiché l’identificazione delle vittime è particolarmente complessa, a causa delle potenti esplosioni che hanno reso i corpi irriconoscibili.

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Il numero dei feriti è, invece, salito a 300. Ricordiamo che tutto questo è avvenuto quattro giorni dopo l’arresto di Salah Abdeslam, il terrorista ricercato per gli attentati del 13 novembre a Parigi in cui hanno perso la vita 130 persone.

Identificati tre kamikaze. S'ipotizza secondo uomo nella metro

Sono stati identificati tre dei quattro terroristi responsabili degli attentati a Bruxelles, rivendicati dall’Isis, che hanno causato 31 morti e centinaia di feriti: si tratta dei fratelli El Bakraoui e di Najim Laachraoui.

La polizia belga ha confermato che uno dei due fratelli, Khalid, sarebbe il kamikaze fattosi esplodere alla metro di Maelbeek, mentre l’altro, Ibrahim, sarebbe uno degli attentatori suicidi all’aeroporto. Nella serata di ieri è stata confermata, tramite dna, l’identificazione del corpo di Najim Laachraoui, il secondo kamikaze dello scalo internazionale della capitale belga, ricercato da quattro mesi e artificiere degli attentati di Parigi.

Un quarto terrorista, che avrebbe abbandonato il suo bagaglio inesploso in un angolo dello scalo, sarebbe in fuga.

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Probabilmente si tratta dell’uomo con la ''giacca chiara e il cappello nero'' presente nella foto segnaletica diffusa dalle autorità dopo gli attentati, la cui identità è al momento ancora sconosciuta. La polizia belga sospetta che nell’attentato alla stazione della metropolitana di Maelbeek, insieme a Khalid abbia agito un quinto terrorista. Infatti, le telecamere di sicurezza della metropolitana riprendono El Bakraoui con accanto un altro sospetto che porta con sé una borsa di grandi dimensioni. Al momento la sua identità è ignota, e purtroppo non si sa ancora se è in fuga o se è morto anche lui come kamikaze.

Il ruolo fondamentale del tassista

Stando ai primi risultati delle indagini, un ruolo fondamentale lo ha avuto il tassista che ha accompagnato i terroristi all’aeroporto, e che dopo gli attentati li ha riconosciuti nelle foto segnaletiche, avvisando subito la polizia. Ha condotto anche gli agenti fino al loro covo, nel quartiere di Schaerbeek, dove hanno rinvenuto un testamento, potenti esplosivi, prodotti chimici e una bandiera dello Stato Islamico. L’uomo era rimasto turbato dal fatto che gli attentatori non gli avessero consentito di prendere i bagagli che, in realtà, contenevano le bombe.

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A quanto pare, i tre terroristi avevano richiesto un minivan, ma l’azienda dei trasporti, probabilmente per un errore, ha inviato un semplice taxi. Il tassista ha rivelato che i tre uomini volevano caricare cinque valigie, ma siccome il bagagliaio dell’auto era troppo piccolo per contenerle tutte, ne hanno lasciate due a casa. Probabilmente si trattava degli ordigni contenenti maggiore esplosivo che, se fossero saltati in aria, avrebbero causato un numero ancora maggiore di vittime.