La Corea del Nord ha sparato proiettili a corto raggio in mare, alcune ore dopo la decisione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) di imporre pesanti sanzioni nei suoi confronti. La notizia è stata diffusa dal Ministro della Difesa sudcoreano. Ancora una volta, emerge prepotente la dissennatezza della Corea del Nord e del suo presidente Kim Jong-Un, come a sfidare le sanzioni imposte dall'organizzazione internazionale, in merito al pericoloso programma missilistico e nucleare di Pyongyang.

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L'ONU impone pesanti sanzioni alla Corea del Nord

Un portavoce del ministro ha rilasciato un'intervista all'agenzia di stampa "Yonhap", dichiarando che i proiettili (non è ancora chiaro se si tratti di missili, artiglieria o razzi) sono stati sparati in mare dalla città di Wonsan, sulla costa orientale, attorno alle 10.00 ora locale. Sono in molti ad aver interpretato tale gesto come una sfida alle sanzioni imposte dall'ONU; sanzioni che sono considerate le più severe degli ultimi vent'anni.

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Le misure imposte dall'ONU, prevedono, tra le altre cose, il divieto di:

  • esportare in Corea del Nord carbone, ferro e altri minerali indispensabili per i programmi missilistici e nucleari;
  • esportare oro, vanadio, titanio e carburante per i mezzi aerei;
  • esportare qualsiasi merce (ad esclusione di cibo e medicinali) che potrebbe accrescere le forze militari nordcoreane;
  • embargo per le piccole armi;
  • ispezione di tutti i carichi da e per la Corea del Nord;

Secondo Kim Jong-Un si tratta di un programma di natura scientifica

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha recentemente incontrato Raul Castro a Cuba, ha sottolineato come questi provvedimenti siano stati presi di comune accordo con tutti gli stati facenti parte dell'ONU, affinché "Kim Jong-Un abbandoni definitivamente il programma missilistico e scelga un percorso migliore per le proprie genti". La Corea del Nord ha ribattuto affermando come il suo programma missilistico sia del tutto innocuo, di natura scientifica, senza alcuno scopo di sviluppare missili balistici intercontinentali, come sospettato da Stati Uniti, Corea del Sud e Cina.

Appare singolare come questi avvenimenti stiano avvenendo a pochi giorni da un evento particolare: a metà marzo ci sarà, infatti, un'esercitazione militare concordata tra le truppe statunitensi e quelle sudcoreane, evento che ogni anno scuote gli equilibri, piuttosto precari, tra le due realtà coreane.

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