Non sarebbe stato un estraneo venuto da fuori ad uccidere barbaramente Liliana Bartolini: infatti stando ad alcune indiscrezioni sulle indagini relative all'omicidio della donna trovata morta in casa sua in provincia di Bologna, la polizia ha fermato con l'accusa di omicidio volontario Andrea Balboni, marito della vittima. In un primo momento Balboni aveva fornito una versione dei fatti che non ha però convinto gli inquirenti che stanno indagando sul caso.

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La versione del marito

Il marito aveva raccontato che mentre stava aprendo la porta del box di casa era stato aggredito da ignoti, e che quando aveva ripreso i sensi, verso le 4 del mattino, rincasando aveva trovato la moglie già morta. Sebbene le tumefazioni presenti sul corpo di Balboni fossero compatibili con una lite, la successiva tac effettuata sull'uomo non avrebbe confermato l'aggressione e la perdita di conoscenza, mentre i lividi, secondo gli inquirenti, potrebbero essere compatibili con una lite con la moglie. La coppia aveva un figlio adolescente e, stando alle testimonianze dei vicini, pare che litigassero frequentemente. 

La morte della Liliana Bartolini sarebbe avvenuta come conseguenza di un profondo taglio alla gola inferto forse con un coltello.

La vittima inoltre presentava alcuni denti rotti ed era vestita come se si trovasse a letto. L'arma non è ancora stata trovata, nonostante sia già stata ispezionata la casa e i cassonetti della spazzatura che si trovano nelle vicinanze dell'abitazione della vittima.

Andrea Balboni è stato condotto nel carcere di Bologna dove si trova in stato di fermo con l'accusa di omicidio volontario aggravato dallo stato di parentela, e in presenza dell'avvocato si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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Fondamentale sarà l'esito dell'autopsia, che verrà effettuata sulla vittima Liliana Bartolini, l'accertamento dell'orario del decesso, ed il confronto di questi dati con il racconto del marito. L'unica cosa certa è che ancora una volta ci troviamo davanti ad un caso di femminicidio. Per ricevere aggiornamenti su questo e altri casi di cronaca nera, il suggerimento è di cliccare sul tasto "Segui" in alto sopra il titolo dell'articolo.

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