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Antonio Giglio, tre anni, è morto il 27 aprile di tre anni fa, precipitato da una palazzina del Parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli. Troppe le analogie per parlare di ‘pura coincidenza’ rispetto alla morte, in circostanze sospette, di Fortuna Loffredo, caduta dall’ottavo piano di un palazzo della stessa zona. Entrambi trovati morti senza una scarpina al piede.

La madre di Antonio, al momento della sua morte, era già la compagna di Raimondo Caputo, l’uomo accusato di aver ucciso la piccola Chicca e tutt’ora in carcere per aver maltrattato i figli della compagna.

È questo il filo che lega entrambi i bambini e le loro tragiche sorti, finite sull’asfalto della periferia di Napoli.

Sulla morte dei due bambini si sa ancora poco. Troppo poco.

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Nessuno si è mai fatto avanti, nessuno ha assistito alla morte di uno dei due. Nessuno tranne la migliore amica della piccola Chicca, che oggi ha parlato, sfondando il muro di omertà costruito dagli adulti del quartiere intorno alla morte dei due bambini.