I casi della vita sono infiniti e spesso non si riesce a spiegare cosa porta le persone a sentire il dovere di aiutarsi anche in quelle situazioni che hanno rovinato e cancellato la loro stessa esistenza. Questo caso racconta di una lettera recapitata a Manuel Foffo, l'assassino 29enne che, insieme a Marco Prato, si è reso protagonista dell'omicidio avvenuto al Collatino (Roma), di Luca Varani, ragazzo trucidato durante un festino a base di droga e alcool il 4 marzo per il solo "gusto" di "provare qualcosa di nuovo".

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Oggi i due ragazzi sono in carcere in attesa di un giudizio finale che risulta ancora incerto. Intanto le indagini proseguono per provare a svelare tutti i retroscena dell'efferato omicidio.

La lettera di un altro assassino

A distanza di oltre quaranta giorni dal delittoManuel Foffo riceve in carcere una lettera da colui che, 25 anni fa, il 17 aprile del 1991, insieme ad altri due complici uccise i genitori per ereditarne i beni. Il "mostro" s'avvicina molto all'identità violenta di Manuel Foffo, e forse proprio per questo ha pensato di sentirsi in dovere di aiutarlo a superare il periodo di profonda crisi d'identità dovuta alle colpe di cui si è macchiato. Pietro Maso, questo è il nome del ragazzo che dopo ventidue anni di carcere, su una pena definitiva di trenta, è stato scarcerato e portato in una comunità di recupero, e che dal mese di marzo si trova ricoverato in una clinica psichiatrica.

L'omicida veneto dice di comprendere il motivo per il quale Manuel Foffo voleva uccidere il padre. "Non posso biasimarti" gli ha scritto, spiegandogli che ha deciso di inviare la lettera perché nessuno meglio di lui può comprendere la situazione e cosa gli succederà in futuro, quando dovrà fare i conti con i fantasmi del passato, come sta accadendo allo stesso Maso. La missiva non sarebbe stata accettata con piacere da Manuel Foffo, attualmente in isolamento nella settima sezione, cella 14 del carcere di Regina Coeli.

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Il suo avvocato ha riferito che il ragazzo è ancora confuso e molto addolorato per il delitto commesso e ha chiesto che non gli vengano più recapitati questi messaggi che non fanno altro che gettarlo nello sconforto.

In nome di Luca Varani

In nome di Luca Varani e affinché sia fatta giustizia dopo la sua terribile morte, è stata organizzata una raccolta di firme sulla piattaforma "Change.org" (il sito di petizioni online), che attualmente ha visto la partecipazione di oltre 17.500 persone. La richiesta è diretta al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a tutti i firmatari, affinché vengano condannati all'ergastolo Marco Prato e Manuel Foffo, i "mostri" che si sono sporcati le mani solo per il gusto di uccidere un loro simile e scaricare su di lui una rabbia repressa.

Una parte della petizione recita: "non vorremmo che la scusante di droga e alcool possa far sì che i due feroci assassini abbiano la possibilità di uscire indenni dalla loro atroce e barbara responsabilità". Parole dettate probabilmente dal timore di un'ingiustizia che si fa sempre più fondato, che spesso porta la legge a non "abbattersi meritatamente con la sua mannaia" sulla testa di chi compie i più efferati delitti, e troppo spesso li "salva", trasformandoli da artefici a "vittime del caso".