Sembra proprio che Santa Croce Camerina, paesino salito agli albori della cronaca per l'orrendo delitto del piccolo Loris Andrea Stival, sia teatro di scenari familiari ben più complicati di ciò che si potrebbe pensare. Per ammissione della stessa Veronica Panarello, attualmente in carcere con l'accusa di aver ucciso suo figlio Loris, tra lei ed il suocero ci sarebbe stata una relazione che si sarebbe poi trasformata in movente del delitto.

Ha raccontato, infatti, la Panarello agli inquirenti che il nonno di Loris lo avrebbe strangolato per evitare che il piccolo raccontasse a suo padre la relazione tra suocero e nuora. Altri scottanti particolari, in merito al tradimento, emergono dal racconto di una testimoneragusana sul sito Urbanpost. La donna afferma che a Santa Croce Camerina tutti erano a conoscenza della scabrosa relazione, in virtù della quale Veronica era solita persino lavare gli indumenti al suocero.

Ciò che la fonte nega è invece un presunto interesse di natura sessuale da parte del nonno nei confronti del nipote, affermato invece dalla Panarello.

'Veronica, mi hai tradito ma ti perdono'

Sempre secondo la suddettatestimone,Veronica Panarello si sarebbe macchiata anche di un altrotradimento, stavolta con il cognato. Davide, il marito, venuto a conoscenza del fatto, l'avrebbe perdonata. Va precisato, ad onor del vero, che il suocero Andrea Stival è stato sentito dagli inquirenti ed ha negato fermamente non solo la relazione con Veronica, ma anche un coinvolgimento nel delitto del piccolo Loris.

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Cronaca Nera

Alla luce però delle scottanti dichiarazioni della testimone ragusana, sembra che la Procura stia verificando nuovamente le dichiarazioni di Veronica in merito ad una probabile relazione che, stando alle affermazioni della fonte, sarebbe di dominio pubblico nel piccolo paese siciliano, ancora prima della prematura scomparsa del bambino. Dunque, nessuno si sarebbe sorpreso della dichiarazione della Panarello.

Tra intrighi e tradimenti si snoda uno dei gialli più intricati dei nostri giorni. Una sola domanda permane, incessante: 'Chi ha potuto uccidere così brutalmente un bimbo indifeso?', domanda alla quale, si spera, gli inquirenti trovino presto risposta.

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