Un'occasione pubblica e parole che suonano assolutamente fuori luogo per il Presidente di un'istituzione così importante per il futuro dell’Italia, come il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Queste esternazioni fanno riflettere molto su come sia difficile, per questo Paese, essere al passo con i grandi.

Le parole sono state pronunciate a Catania in occasione dell’incontro “Il futuro della ricerca. Cnr e Università insieme per l’innovazione” e riportate dalla rete “ROARS Return on Academic Research”. Queste le affermazioni: "guai a chi parla dell’etica superiore di tutti perché questo era Robespierre", dato che "il dovere nostro è di fare andare avanti l’Italia.

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Quindi, di fare sinergie, mettere insieme le forze – dico bene? – Mh! Senza pensare a principi etici".

Ad aggiungere “incomprensioni” c’è il giudizio sulla senatrice a vita e ricercatrice di fama internazionale Elena Cattaneo, a cui viene imputata troppa passione. Inoltre il prof. Inguscio è anche presidente della Commissione per l’Etica della Ricerca e, di conseguenza, le sue affermazioni risultano ancora più fuori luogo.

La guida della maggiore istituzione nel settore della ricerca ha nelle sue prospettive: "Qualità della vita, sicurezza e sostenibilità ambientale, rilancio dell’economia, salute e benessere delle persone: sono solo alcuni degli obiettivi che guidano l’Unione Europea all’interno della visione "Europa 2020", nella quale ricerca scientifica e innovazione tecnologica diventano strumenti essenziali per rispondere con efficacia alle sfide della contemporaneità. Condividendo tali traguardi il Cnr - principale Ente pubblico di ricerca nazionale - si pone quale attore chiave per lo sviluppo, e partner strategico dell’innovazione e della competitività nei settori tradizionali come in quelli emergenti: cerniera e leva per la crescita del Paese, esso continuerà a operare per consolidare e valorizzare i risultati di ricerca prodotti, favorendone l’adozione nel tessuto sociale, produttivo e istituzionale".

È un compito che non può prescindere da scelte etiche, visto che si occupa di qualità della vita, sicurezza e sostenibilità ambientale, rilancio dell’economia, salute e benessere delle persone. Argomenti che ci riguardano da vicino e che respingono qualsiasi figura di "scienziato stregone" che, per obliqui motivi, agisce per propri scopi a dispetto del benessere dell'umanità, come avviene in alcuni romanzi quali "Il dottor Stranamore" e "Frankenstein".

Subito dopo queste affermazioni è partita una richiesta generale di dimissioni, rivolta al prof.

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Inguscio da parte di grandissime personalità dell’Italia migliore. Alcuni dei principali nomi sono: Roberta De Monticelli, Università San Raffaele; Ruggero Pardi, Università San Raffaele; Guido Poli, Università San Raffaele; Nadia Urbinati, Columbia University di New York (Presidente); Tomaso Montanari, Università degli Studi di Napoli Federico II; Gustavo Zagrebelsky, Presidente Emerito della Corte Costituzionale; Paul Ginsborg, Università di Firenze; Remo Bodei, UCLA e Em. Università di Pisa; Lorenza Carlassare, Em.

Università di Padova; Nando Dalla Chiesa; Roberto Escobar, Università di Milano; Margherita Pieracci Harwell, Em. University of Illinois; Stefano Rodotà; Maurizio Viroli, Università di Lugano e Princeton University.

A complicare la nostra comprensione rispetto a quanto dichiarato dal prof. Inguscio è stata l'iniziativa francese di insignirlo del titolo di Cavaliere della Legione d'onore "per l'eccezionale carriera scientifica, costellata da scoperte di primo piano, che hanno permesso grandi progressi nella comprensione del comportamento della materia su scala atomica". 

Uno degli ultimi italiani a ricevere il riconoscimento è stato il pianista Aldo Ciccolini. Insomma, per dirlo ricorrendo ad esempi letterari, si può ricordare “Lo Strano Caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde”.

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Ad ogni modo, l'importanza dei ruoli istituzionali ricoperti fa pendere la bilancia verso l’opportunità delle dimissioni.