Le alture del Golan sono una zona originariamente parte della Siria, ma occupate militarmente da Israele dal 1967, a conclusione della guerra dei sei giorni. Nei giorni scorsi il primo ministro israeliano Netanyahu ha dichiarato che il territorio rimarrà sotto sovranità israeliana a tempo indeterminato. Bisogna ricordare che le Nazioni Unite e la comunità internazionale non hanno mai riconosciuto l'occupazione e l'annessione unilaterale delle alture del Golan da parte di Israele.

Un territorio strategico e ricco di risorse

Il governo israeliano sostiene che le alture del Golan sono un territorio strategico per la sicurezza di Israele, ma è un dato di fatto che un terzo delle risorse idriche di Israele proviene dal territorio occupato.

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Il venticinque per cento dei vini israeliani vengono prodotti nelle alture del Golan e una forte percentuale di frutta e verdura viene coltivata nella zona. Da considerare anche la scoperta di ingenti quantità di petrolio, si stima che le riserve potrebbero rendere Israele autosufficiente per molti anni a venire. La macchina bellica israeliana costa centinaia di milioni di euro, e il fatto di aver trovato l'oro nero nei territori occupati aiuta a mantenere l'egemonia militare nella zona.

Reazioni e conseguenze

La Siria da anni rivendica i propri territori e le dichiarazioni del primo ministro israeliano non fanno che inasprire i rapporti geopolitici in Medio Oriente.

Il partito politico sciita libanese Hezbollah ritiene che l'unico modo per affrontare l'occupazione israeliana sia la resistenza, utilizzando tutti i mezzi possibili per lottare contro l'invasore. Anche Iran, Germania, Lega Araba e Stati Uniti hanno ufficialmente stigmatizzato le dichiarazioni del governo israeliano, affermando che è necessario sedersi al tavolo dei negoziati per trovare una soluzione. L'occupazione illegale israeliana delle alture del Golan è di vitale importanza per l'egemonia nella regione, e porterà a conseguenze imprevedibili.

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La chiave per evitare il peggio potrebbe essere nelle mani degli Stati Uniti, il governo Obama dovrebbe riconsiderare i rapporti di partnership con Israele.