Nell'ambito di un'intervista telefonica all'agenzia di stampa francese AFP, lo scrittore statunitense di origini ebraiche Michael Chabon, rientrato in patria da un viaggio effettuato ad aprile nei territori occupati della Cisgiordania, insieme ad altri scrittori americani, ha dichiarato di aver cambiato la propria idea sulla questione palestinese, e di aver scoperto "la vera natura" di quella che definisce senza mezzi termini "l'occupazione israeliana". È stata sua moglie, una scrittrice israeliana, a fargli vedere le cose da un punto di vista diverso.

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Da quando sono sposati, sono molto attivi per sensibilizzare l'opinione pubblica, ma anche i media e la classe intellettuale, contro l'occupazione israeliana in Palestina

La dura presa di posizione di Chabon

Lo scrittore, vincitore nel 2001 del Premio Pulitzer per la narrativa, autore di "Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay", che narra la storia di due cugini ebrei, prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale, ha affermato: "ciò che lo rende particolarmente orribile per me e diverso dall'Apartheid è che gli ebrei lo stanno facendo e io sono un Ebreo".

Chabon afferma di aver visitato Israele già nel 1992, ma di aver iniziato a preoccuparsi dell'occupazione solo quando la moglie Ayelet Waldman, scrittrice israeliana, ha "aperto gli occhi" due anni fa, durante un viaggio in Israele. Dopo il matrimonio ha cominciato ad impegnarsi contro l'occupazione dei territori.

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Il viaggio degli scrittori americani nei territori occupati

È stato Chabon, insieme alla ONG israeliana 'Breaking the Silence', che dà ai soldati la possibilità di segnalare in forma anonima abusi commessi dall'esercito nella zona, ad organizzare, nell'aprile scorso, un viaggio dove Chabon ha condotto altri scrittori americani a vedere con i loro occhi quale fosse la situazione. 

"L'occupazione israeliana è peggio dell'apartheid"

In occasione di un'altra recente intervista, rilasciata al magazine statunitense "The Forward", Chabon ha dichiarato che l'occupazione dei territori palestinesi da parte israeliana è "una grave ingiustizia", ​​che non ha mai visto. E che l'oppressione subita dai palestinesi per lui, "è molto più dura dell'apartheid, e con questo non cerco di minimizzarlo", ha sottolineato.