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Genova. Il furto al supermercato ammontava a 4 euro circa, una cifra modesta per un paio di pezzi di formaggio e dei würstel, per chi non ha problemi a fare la spesa: un indigente disperato, però, quei 4 euro non li aveva e la fame diventava sempre più grande; talmente grande da spingere Roman a 'sgraffignare' qualcosa pur di placarla. In seguito, sottoposto a processo, il senzatetto accusato per furto è stato assolto per 'imprescindibili esigenze di alimentarsi'. La Corte di Appello di Genova ha annullato completamente la condanna, perché 'il fatto non costituisce reato'.

Se fatto per fame il furto di generi alimentari non è reato

La condanna del senzatetto è stata annullata dalla Suprema Corte con questa motivazione: 'Se spinti dal bisogno e dalla fame, rubare nei supermercati del cibo in piccole quantità non costituisce reato. In questo caso in particolare, le circostanze e le condizioni di assoluta indigenza dell'imputato, dimostrano che si impossessò di quel poco cibo per soddisfare l'immediata esigenza di alimentarsi; dunque fu costretto al furto per evidenti e imprescindibili necessità'. La sentenza, inflitta in appello il 12 febbraio dello scorso anno, è stata così annullata perché 'il fatto non costituisce reato'.

Sembra assurdo che si sprechi del tempo in processi di così poca importanza: infatti, se pensiamo al tipo di alimento che ha rubato il giovane senzatetto - del formaggio e un pacchetto di würstel - è evidente che li volesse aprire per consumarli appena uscito dal supermercato, preso dai morsi della fame.

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Non sarebbe stato sufficiente lasciarlo andare subito? C'è bisogno di un giudice per stabilire quanto fosse vera quella fame? Sarebbe bastato uno sguardo per comprenderlo: sia il vigilante che il cliente solerte, per esempio, avrebbero potuto tirar fuori qualche euro per pagare l'esigua cifra; oppure, indicargli dove avrebbe potuto trovare assistenza (di certo a Genova non mancheranno) evitando così la denuncia e un sovraccarico di lavoro alla giustizia, che ha già il suo bel da fare.

Un cliente del supermercato notò il furto

Una volta alla cassa, Roman aveva pagato solo un pacchetto di grissini, tenendo però in tasca il formaggio e i wurstel. 'Ha pagato solo i grissini' - disse il cliente al personale vigilante - facendo così scattare la denuncia. Fu il Procuratore Generale della Corte di Appello a fare ricorso, chiedendo che l'imputato fosse condannato per 'tentato' furto, invece che per furto lieve (come stabilito in 1° e 2° grado). Ad avviso dei giudici supremi, quello commesso da Roman non è un tentato reato, ma un furto consumato per esigenze imprescindibili, in questo caso non perseguibile, anche se l'imputato aveva già precedenti per gli stessi motivi: furti di cibo a poco prezzo perché spinto dall'esigenza di alimentarsi.

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Resta da vedere se questo caso, in seguito, non costituirà un preoccupante precedente. Dopo questa sentenza, infatti, tutti i senzatetto affamati potrebbero sentirsi in diritto di andare a 'servirsi' nei supermercati, certi di avere l'indulgenza della corte in caso di accuse. Eppure - almeno nelle grandi città - le onlus, le mense per i poveri, la Caritas e le Associazioni che si occupano degli indigenti, non mancano affatto.