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Ennesima tragedia che colpisce un barcone contenente centinaia di profughi provenienti dalla Libia. Il gommone è affondato nel Canale di Sicilia. Pronto intervento da parte di due motovedette della Capitaneria di porto, il pattugliatore Bettica e la fregata Bergamini. Queste ultime venerdì sono riuscite a portare in salvo più di 900 profughi e a recuperare 45 corpi senza vita. Si è ancora in cerca di eventuali dispersi. Intanto è riuscita a sbarcare sulle coste dell'isola italiana una bambina di 9 mesi insieme ad altri migranti.

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Purtroppo si ritrova sola in quanto la mamma è morta durante il viaggio a causa di varie ustioni da carburante riportate durante il viaggio. La piccola è attualmente ospitata nell'hotspot dell'isola. Questo è quanto hanno riportato alcune delle 150 persone che hanno viaggiato con lei sul gommone.

Cosa è successo

Da una prima ricostruzione dei fatti si è potuto capire che il barcone aveva lanciato un "Sos" e, immediatamente, la nave Bettica della Marina Militare si è mossa per soccorrerlo. Però, prima dell'arrivo dell'imbarcazione, il gommone si sarebbe rovesciato provocando la caduta in mare delle centinaia di migranti presenti a bordo.

La nave ha subito individuato il peschereccio capovolto e ha lanciato in acqua zattere di salvataggio e giubbotti salvagente. Successivamente è giunta in soccorso anche l'altra motovedetta, ovvero la Bergamini, che ha inviato un elicottero e altri mezzi navali per provvedere al salvataggio dei profughi. La Marina ha inoltre pubblicato le foto scattate durante l'operazione di salvataggio dove si vede anche il gommone ribaltato.

La causa del ribaltamento

Secondo alcune dichiarazioni il gommone, in precarie condizioni di galleggiamento, si sarebbe rovesciato in mare a causa di un sovraccarico di gente.

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Già altre volte era accaduto che un rilevante numero di migranti si ammassasse su un solo lato dell'imbarcazione e ne causasse il successivo capovolgimento.

In questa settimana ci sono state numerose operazioni di salvataggio svolte dai corpi armati della Marina Militare. Ben 23 diverse operazioni sono state dirette dalla Centrale operativa della Guardia costiera. Negli ultimi due giorni sono stati soccorsi, nel Canale di Sicilia, oltre 3mila profughi. Inoltre, per la nave Bettica questa non è stata l'unica operazione di salvataggio effettuata in tale intervallo di tempo.

Infatti, la motovedetta della Capitaneria di porto, dopo l'intervento di questa mattina, ha soccorso un altro barcone mettendo in salvo circa 108 persone. Il grande numero di operazioni svolte negli ultimi giorni, con il salvataggio di oltre 5600 persone, ha coinvolto tutti gli assetti navali presenti in zona. Tra questi ricordiamo la Guardia costiera ed il dispositivo Eunavformed, ovvero un'unità navale di Sos Mediterranee, un mercantile e due rimorchiatori il cui compito è quello di assistere le piattaforme libiche off shore Bouri Field.

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