Annuncio
Annuncio

Incidente o attentato? E se dovesse prevalere quest'ultima ipotesi, è lecito pensare allo Stato Islamico? Nessuna organizzazione terroristica ha finora rivendicato quanto accaduto in volo all'Airbus A320 della compagnia aerea Egyptair e sembra improbabile che non si faccia propaganda su un atto così eclatante che getterebbe certamente grandi paure a livello internazionale ed aprirebbe una falla enorme sul sistema di sicurezza aeroportuale. Il disastro è tutt'ora avvolto nel mistero e tale sarà fino a quanto non saranno recuperati i resti.

Evocata l'ombra del terrorismo

In tempi come questi è facile parlare di attentato terroristico. Il governo egiziano ha sollevato il sospetto che la causa dell'incidente che ha coinvolto il velivolo, partito da Parigi e diretto a Il Cairo, non fosse accidentale.

Advertisement

Da Washington invece, dopo avere strombazzato per primi la teoria di una bomba a bordo, si sono mantenuti molto cauti. Josh Earnest, portavoce del presidente degli Stati Uniti, ha detto che "nessuna ipotesi è al momento esclusa e le indagini in corso stanno valutando tutti i fattori potenziali ma è troppo presto per dire con certezza quale sia stata la vera causa del disastro".

Le notizie del ritrovamento poi smentite

Ieri pomeriggio il presidente della compagnia aerea egiziana, Ahmed Adel, aveva affermato in una intervista rilasciata alla CNN che i rottami del velivolo erano stati ritrovati. Qualche ora dopo è arrivata la smentita da parte dell'Egyptair, i resti ritrovati infatti non appartengono all'Airbus A320. Siamo pertanto fermi a quanto affermato ieri dalle autorità greche, l'aereo è precipitato per cause ancora sconosciute in una zona che si trova a circa 130 miglia marine, non lontana dalle coste dell'isola di Karpathos.

Advertisement
I migliori video del giorno

A bordo, questo è l'unico dato ufficiale, c'erano 66 persone di cui 56 passeggeri, 7 componenti l'equipaggio e 3 addetti alla sicurezza. Le vittime sono in maggioranza egiziane, una trentina, e francesi, almeno 15.

Le condizioni del velivolo erano ottimali

A far perdere peso e consistenza alla teoria di un incidente dovuto a condizioni precarie dell'aereo sono i documenti in possesso dell'Egyptair. Il velivolo lo scorso gennaio era stato sottoposto ad una serie di controlli in Belgio che ne avevano accertato l'affidabilità. Inoltre il pilota aveva una grande esperienza di volo, oltre 6.200 ore, ed il co-pilota di quasi 3.000.

Testimonanze e commissione d'inchiesta

Poco prima di cadere in mare, l'Airbus sarebbe stato avvolto dalle fiamme. Questa è la testimonianza del capitano di un mercantile che è stata avvalorata dal governo greco. Prima di precipitare per circa 22.000 piedi, l'aero avrebbe effettuato una virata di 90 gradi a sinistra e 360 gradi a destra. Cifre significative che fanno pensare a qualcosa che è accaduto all'improvviso e non ha lasciato il tempo all'equipaggio di lanciare un SOS.

Sarà comunque aperta una commissione d'inchiesta internazionale, presieduta dal governo egiziano, e qui è lecito restare perplessi. Il precedente dello scorso 31 ottobre, con le 224 vittime dell'aereo russo precipitato nella penisola del Sinai e la successiva ammissione del presidente Al Sisi, arrivata addirittura quattro mesi dopo, che si trattava di un atto terroristico. Poi il caso Regeni con gli evidenti insabbiamenti che starebbero coprendo precise responsabilità del governo de Il Cairo sull'omicidio del giovane italiano. Sono due precedenti che non fanno dormire sonni tranquilli circa l'affidabilità di chi oggi sta presiedendo una commissione di inchiesta su un caso così delicato.