Nuove truci notizie giungono dall'Iraq e riguardano altre "nuove barbarie" di cui si sono macchiati i miliziani del sedicente e autoproclamato "Stato Islamico".

Secondo quanto riporta il sito web dell'agenzia di stampa "Aska News" e originariamente riportato dalla tv satellitare locale "al Sumeriya", in Iraq i guerriglieri dell'Isis hanno seppellito vivi quarantacinque suoi membri per il fatto di essere fuggiti dalla battaglia, avvenuta precisamente nei pressi di villaggio di Al Bashir, villaggio situato a sud della città di Kirkuk.

Le fosse comuni rinvenute in un territorio appartenente all'ISIS

La notizia data da "al Sumeriya" arriva pochi giorni dopo la scoperta di ben cinquanta fosse comuni in un territorio che apparteneva all'ISIS e che è stato liberato dall'esercito iracheno.La notizia del ritrovamento delle fosse comuni era stata data dall'inviato speciale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite Jan Kubis, il quale aveva anche sottolineato che per l'ONU tali ritrovamenti costituivano la prova di "crimini efferati" commessi dai miliziani del sedicente "Stato Islamico".

Secondo quanto è stato riportato dai media e dalla stampa mondiale, le fosse comuni ritrovate contenevano resti di cadaveri appartenuti a membri della minoranza etnica "Yazidi", a donne e a componenti di varie tribù che si erano contraddistinte per l'opposizione alle imposizioni date dai miliziani dell'autoproclamato "Califfato".

La guerra all'ISIS e i risultati (non) ottenuti

Da diverso tempo è in atto la guerra contro l'ISIS, guerra che sinora ha portato moltirisultati, ma tenendo conto dell'aspetto generale si è rivelata sinora abbastanza "inefficace".

Per chiarire meglio, c'è da dire che contro l'ISIS stanno ottenendo forti risultati alcune formazioni impegnate nel conflitto, come quella dei curdi, mentre la strategia di bombardamenti portata avanti dagli USA e dagli alleati (europei e non) si stanno rivelando controproducenti, tenendo conto del fatto che l'ISIS fonda una buona parte del suo consenso sul malcontento popolare verso l'occupazione statunitense in Iraq.

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