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Il quotidiano spagnolo "Abc" ha reso noto che i miliziani dell'autoproclamato Stato Islamico stanno costruendo nuovi campi di addestramento femminile in Siria. L'Abc cita come fronte le informazioni raccolte dall'antiterrorismo spagnolo, che hanno rivelato che questi nuovi campi di addestramento dell'Isis saranno riservati alla preparazione di kamikaze pronte a colpire nei paesi dell'Europa. Secondo quanto riportato dal "Corriere della Sera", questa nuova strategia dell'organizzazione islamista radicale comporta una "modifica almeno parziale del ruolo assegnato dalla donna dal Califfato".

L'avvertimento dell'Europol: 'Isis recluta online donne e giovani'

La notizia del reclutamento femminile da parte dell'Isis è stata confermata anche dall'Europol e dal suo direttore Rob Wainwright. Inoltre, la stessa agenzia di intelligence europea ha sostenuto che i militanti dell'autoproclamato Stato Islamico riescono a reclutare sempre più donne e giovani sul web. Tale campagna di reclutamento avviene con l'invio di messaggi mirati, messaggi abilmente elaborati in modo da fare presa sugli individui destinatari e in tal modo "manipolarli" per far sì che possano entrare nella cerchia dell'autoproclamato Califfato.

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La questione femminile nei territori occupati dallo Stato Islamico

Come già segnalato, la decisione di istituite campi di addestramento femminili rappresenta una parziale "revisione" del ruolo assegnato alle donne all'interno dei territori dello Stato Islamico. Difatti, all'interno dello Stato Islamico le donne sono solitamente relegate a un ruolo di forte sottomissione, ciò conformemente all'interpretazione estremista che l'Isis fa dell'islamismo e della Shariah. Esse sono costrette a sopportare le forti restrizioni e l'oppressione sociale che le autorità dell'autoproclamato Stato Islamico impongono, nonché sono tenute in uno stato di continua "soggezione". Stato di soggezione che spesso si trasforma nella quasi totale impossibilità di potersi ribellare e far valere i propri diritti, diritti che non sono nemmeno riconosciuti all'interno dei territori occupati dall'Isis.

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