I miliziani dello Stato Islamico stanno gradualmente perdendo sempre più terreno in Iraq e Siria. Secondo quanto riporta il sito web "Today", ad affermarlo è stato il portavoce del Pentagono Peter Cook, che ha anche sottolineato che "La percentuale di territorio controllata attualmente in Iraq è di circa il 45 per cento", mentre in Siria si aggira "tra il 16 e il 20 percento". Sempre secondo quanto riportato su "Today.it", i miliziani dell'autoproclamato Califfato stanno perdendo sempre di più il controllo politico e territoriale nonché combattenti, tanto che secondo una fonte statunitense sono stati almeno 25mila i guerriglieri dell'autoproclamato Stato Islamico che sono stati uccisi.

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La perdita di diverse città importanti e i nuovi attacchi in Iraq

In Iraq l'esercito dello Stato Islamico sta costantemente perdendo territori e città importanti, tra cui sono vi sono da segnalare quelle di Ramadi e Heet. Forse per via di questa sua "decadenza" che in questo periodo l'Isis si sta dando a una strategia terroristica ancora più violenta, strategia terroristica che negli ultimi giorni è stata rappresentata dalla strage contro i tifosi del Real Madrid in un bar di Balad e dall'attacco a un impianto del gas a Baghdad, attacco che ha causato almeno 16 morti. Nonostante la già citata decadenza, l'ISIS tiene ancora il proprio controllo su città molto importanti e strategiche dell'Iraq, come Fallujah e Mosul.

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La "concorrenza" con Al Qaeda in Siria

L'indebolimento dell'Isis sembra coincidere con il rafforzamento della "rivale" e "concorrente" Al Qaeda, perlomeno in Siria. Difatti, i militanti qaedisti hanno proposto recentemente la creazione di un'emirato che riesca a "competere" con l'autoproclamato Califfato dell'Isis. Nella stessa Siria, i miliziani di Al Qaeda sono rappresentati dal "Fronte Al Nusra", organizzazione che è fortemente impegnata militarmente contro lo Stato Islamico e che sta raccogliendo sempre più consenso nell'ambiente del fondamentalismo e dell'estremismo islamista siriano.

C'è quindi la possibilità che l'Isis si trovi ora a dover competere seriamente con le nuove ambizioni di Al Qaeda, la quale non accetta di essere stata superata nella leadership del fondamentalismo e del terrorismo islamista da parte di una sua "ex frangia".

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