Il Tribunale dell'Aja ha accettato la richiesta italiana di far rientrare a casa il fuciliere di Marina, Salvatore Girone, fino alla conclusione dell'arbitrato, avviato dal governo il 26 giugno dello scorso anno. Il marò è detenuto da oltre quattro anni in India, accusato di aver ucciso, insieme ad un altro fuciliere, Massimiliano Latorre, due pescatori il giorno del 15 febbraio 2012.

Il contrasto tra Italia e India

Lo stato asiatico, fin dall'inizio, ha ritenuto inammissibile la richiesta di liberazione del marò.

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L'Italia, invece, ha considerato una negazione dei diritti la detenzione forzata in territorio indiano del militare. Tale dibattito ha inizio già dallo scorso 30 marzo, quando l'India aveva accusato il nostro paese di ostruzionismo. Alla fine, però, la Corte Penale dell’Aja ha deciso di accettare la richiesta italiana e quindi di dare il permesso al fuciliere di fare ritorno a casa durante lo svolgimento del procedimento arbitrale.

Il caso Enrica Lexie

Si tratta di una controversia internazionale tra Italia e India nata in merito all'arresto, da parte delle forze dell'ordine indiane, di due fucilieri di Marina italiani (Salvatore Girone e Massimiliano Latorre), imbarcati sulla petroliera italiana Enrica Lexie, accusati di aver ucciso due pescatori indiani, a bordo di un peschereccio, scambiandoli per pirati. A differenza di Girone, La torre si trova in Italia già da circa due anni grazie a un permesso per motivi di salute.

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La nota della Farnesina

Il Governo italiano fa sapere che conta su un comportamento costruttivo da parte dell'India anche nelle fasi successive. Specifica, però, che la decisione del Tribunale non influisce sul proseguimento dell'arbitrato, che deciderà se spetti all'Italia o all'India la competenza sul caso dell'Enrica Lexie. Inoltre, in una nota la Farnesina afferma: "Il Governo ha lavorato per fare in modo di sottoporre tale vicenda all'arbitrato internazionale e di permettere il ritorno a casa dei due militari.

La decisione presa dalla Corte penale è, quindi, una buona notizia per i fucilieri e per le rispettive famiglie. “Il Governo - specifica la Farnesina - inizierà immediatamente le consultazioni con lo stato sud-asiatico affinché siano concluse in breve periodo le condizioni per dare seguito alla decisione del Tribunale". La famiglia del marò subito si è fatta sentire in riguardo alle decisione presa da parte della Corte. Il padre del fuciliere, Michele Girone ha dichiarato all’Ansa: "Se la notizia è vera sono molto felice.

Adesso deve sentire mio figlio e mia nuora per accertarmi che sia effettivamente così".

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