L'Italia potrebbe essere tra gli obiettivi sensibili di un attacco e l'operazione anti-terrorismo messa a segno dai carabinieri del Ros e dalla Digos in Lombardia, nel lecchese, sarebbe la testimonianza. Tra i mandati di arresto spiccano quelli nei confronti di Mohamed Koraichi, 31enne di origine marocchina, e della moglie Alice Brignoli.

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La coppia era sparita senza lasciare traccia lo scorso mese di marzo e nella famiglia d'origine di lei erano ben fondati i sospetti che i coniugi Koraichi fossero espatriati in Siria per arruolarsi nelle milizie dello Stato Islamico.

Gli uomini del Ros dei carabinieri
Gli uomini del Ros dei carabinieri

I nomi dei presunti jihadisti

Le forze dell'ordine hanno dunque eseguito sei ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura di Milano, nel dettaglio si tratta di:

  • Mohamed Koraichi, 31 anni, marocchino naturalizzato italiano e residente a Bulciago (Lecco), attualmente latitante;
  • Alice Brignoli, 38 anni, moglie di Mohamed Koraichi, anche lei latitante:
  • Wafa Koraichi, 24 anni, sorella di Mohamed
  • Abderrahim Moutahrrik, 28 anno, italiano di origine marocchina, campione internazionale di kickboxing tesserato per il "Fight Gym" di Canobbio (Svizzera - Canton Ticino) e residente a Lecco
  • Salma Bencharki, 26 anni, marocchina, moglie di Abderrahim Moutahrrik
  • Abderrahmane Khachia, 22 anni, marocchino residente a Brunello (Varese), fratello di Oussama Khacia che fu espulso dall'Italia lo scorso gennaio e, successivamente, morto in Siria.

Roma nel mirino dei terroristi

Il blitz è scattato all'alba di oggi ed ha riguardato, oltre al lecchese, anche altre provincie lombarde e le vicine provincie piemontesi. Per tutti l'accusa è di associazione finalizzata al terrorismo internazionale.

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Il gruppo islamista infatti avrebbe avuto intenzione di compiere un attentato a Roma, in particolare all'ambasciata israeliana. La tesi degli inquirenti è supportata da una delle intercettazioni relativa ad una conversazione telefonica tra Abderrahim Moutaharrik e Abderrahmane Khachia. Il primo avrebbe manifestato l'intenzione di colpire Israele a Roma e per gli investigatori sarebbe chiaro il riferimento ad un attentato all'ambasciata. Un altro messaggio, stavolta su WhatsApp, che sarebbe partito dalla Siria o dall'Iraq, diretto sempre al pugile italo-marocchino, indicava un chiaro ordine: "ascolta lo sceicco e colpisci dove ti trovi".

Tra le documentazioni raccolte dai militari del Ros e dalla Digos anche una foto a dir poco scioccante. Ritrae quattro bambini che esaltano il martirio in una tipica posa utilizzata dai jiahdisti con l'indice della mano indirizzato verso il cielo. I bambini della foto sono i tre figli di Mohamed Koraichi ed Alice Brignoli insieme al figlio di Oussama Khacia.

Alfano: 'Volevano organizzare un attentato in Italia'

Il ministro dell'interno, Angelino Alfano, non ha dubbi.

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Il gruppo era mosso dall'intento di organizzare un attentato terroristico in territorio italiano. "Non lo stavano già materialmente predisponendo - ha detto l'esponente del Governo - ma l'intenzione era chiarissima". L'odierna operazione conferma piuttosto la presenza di cellule dell'Isis in Italia, così come annunciato pochi giorni fa dai servizi segreti statunitensi. Nel contempo arriva anche un'ulteriore conferma: i gruppi islamisti in Italia sono pochi e disorganizzati a differenza di quanto accaduto in Belgio e Francia.

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Ma il fenomeno, diffuso soprattutto in Lombardia, non va certamente sottovalutato.

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