Sherwood, Oregon - Sta rimbalzando sui media di tutto il mondo la terribile storia di Jacob, solo un anno di vita, ritrovato in lacrime e pieno di lividi dai genitori che, rientrati a casa dopo averlo affidato alla baby-sitter, assistono atterriti ad una scena surreale. 

Affidano il figlio alla babysitter e lo ritrovano pieno di lividi e contusioni

Joshua Marbury e Alicia Quinney dopo settimane di lavoro stressante, decidono di prendersi una serata libera ed affidano il loro bambino, Jacob, ad una babysitter che ritengono affidabile. 

Quando tornano a  casa, però la scena a cui devono assistere i due genitori è raccapricciante, la baby sitter dorme sul divano ed il loro bambino piange disperato con lividi evidenti su viso e corpo; un occhio nero ed una mano stampata sul volto del bambino non lasciano dubbi sull'accaduto.

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La baby-sitter è la presunta colpevole delle violenze subite dal piccolo Jacob ma non dovrà scontare nessuna pena perché il bambino non può parlare 

La legge vigente in Oregon (2012) impedisce ai giudici di poter muovere un'accusa contro alcuno senza la testimonianza diretta della presunta vittima. Il piccolo Jacob ovviamente non è in grado di raccontare cosa gli è accaduto anche se i suoi occhi dicono più di qualsiasi parola, non potrà mai fare il nome di chi lo ha ridotto in quel modo segnando per sempre la sua vita.

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I genitori sono ovviamente furiosi per ciò che è accaduto e di come la legge sta gestendo questa incredibile storia. Joshua Marboury ha deciso di pubblicare sul suo profilo facebook le foto di suo figlio e raccontare a tutti la sua storia per ottenere giustizia per Jacob e fare in modo che la legge cambi perché quello che è accaduto non debba mai più ripetersi.

Il bambino, a due mesi dall'accaduto, è ancora traumatizzato e non riesce ad allontanarsi dalla madre nemmeno per un attimo

Le violenze subito hanno traumatizzato Jacob e tutta la sua famiglia che ha ricevuto migliaia di messaggi di sostegno da tutto il mondo e testimonianze di famiglie che hanno avuto la stessa frustrante esperienza.

Per un genitore sentirsi impotente di fronte al dolore di un figlio è qualcosa che non si può descrivere.

Ma nonostante tutto Jacob è stato fortunato, i molti medici e gli investigatori che hanno visto il bambino hanno dichiarato che per il piccolo poteva essere fatale una simile violenza. Avrebbe potuto andare in coma se non peggio.

Eppure per la legge, se la vittima non è in grado di descrivere il dolore sofferto, non si può procedere penalmente su chi non ha avuto nessuna remora nell'infliggere tale dolore. 

Sembra che gli animali abbiano più protezione rispetto ai bambini

"Non ha senso che qualcuno visto a picchiare un cane possa essere punito dalla legge mentre se si colpisce un bambino questo non avvenga.." dice Marbury indignato "Non capisco il motivo per cui questa legge sia in vigore".

Alicia Quinney, madre di Jacob afferma "È così inquietante che possano lasciare qualcuno passeggiare e vivere liberamente la loro vita mentre tutta la mia famiglia è traumatizzata da questa vicenda".

Come fidarsi ancora di qualcuno?

Marbury, che ha un lavoro impegnativo e spesso si deve affidare all'aiuto di babysitter per occuparsi dei propri bambini ora ha difficoltà a riporre fiducia in altre persone.

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La babysitter, dal canto suo, sostiene che il bambino si sia procurato le contusioni cadendo da solo ma è difficile da credere per i genitori di Jacob, dopo aver visto l'impronta della mano sul viso del proprio figlio.

Vogliamo credere, e siamo certi che sarà così, che la legge farà il suo corso e che gli inquirenti giungeranno alla verità punendo chi ha sbagliato. 

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