Agli arresti Severino Antinori, ginecologo divenuto celebre per essere stato uno dei pionieri della fecondazione in vitro nel nostro Paese e per aver fatto partorire, nel 1994, una donna di 63 anni. Il "Signor Fecondità" sarebbe accusato di rapina aggravata e lesioni aggravate ai danni di una giovane donna di 24 anni, attirata in una delle cliniche da lui dirette con la promessa di un lavoro.

Espiantati ovuli contro la volontà dell'infermiera spagnola

La vittima, una giovane infermiera originaria di Malaga, era in prova per un mese nella clinica Matris di Milano, diretta dal Dott.

Pubblicità

Antinori. In tale circostanza, a fronte della diagnosi di una presunta cisti ovarica, la ragazza sarebbe stata presa con la forza dall'equipe del ginecologo, immobilizzata e sottoposta ad anestesia perché si procedesse con il trattamento adeguato. In realtà, l'intervento sarebbe stato finalizzato all'asportazione di alcuni ovuli. Alla ragazza, inoltre, sarebbe stato sottratto il cellulare per impedirle di chiamare i soccorsi al risveglio.

La donna, una volta risvegliatasi dall'anestesia, è comunque riuscita a raggiungere un telefono della clinica, con il quale ha avvisato le forze dell'ordine.

Queste ultime, una volta giunte sul luogo del "cinico furto", avrebbero ricevuto un'accoglienza poco amichevole da parte dell'equipe di Antinori il quale, nel frattempo, è stato raggiunto da un mandato di arresto su disposizione del Gip di Milano, e bloccato mentre era all'aeroporto di Roma.

Il ginecologo, in seguito a questa oscura vicenda, è stato sanzionato con l'interdizione all'esercizio della professione di medico per un anno, e il sequestro preventivo della clinica in via dei Gracchi a Milano.

Pubblicità
I migliori video del giorno

Inoltre sono stati posti sotto sequestro gli embrioni derivati dalla fecondazione degli ovociti della giovane vittima; questi sarebbero stati di lì a poco "trasferiti" nell'utero di alcune pazienti del ginecologo.

La vittima inconsapevole dell'espianto di ovuli dovrà ancora lottare a lungo per superare il trauma della violenza fisica e psicologica subite nella speranza che, laddove dalle indagini fossero confermate le accuse, venga fatta giustizia.