Il testamento, in quanto negozio formale, è regolato dalla legge che ne disciplina a pena di nullità la validità. Esso per considerarsi valido deve esser redatto di proprio pugno dal testatore. È necessario quindi che sia scritto interamente dalla mano del testatore e che la grafia corrisponda ai requisiti della normalità e dell’individualità. Sono tuttavia ammesse, in caso di ripensamenti, modifiche o aggiunte. Quanto alla data un'ampia casistica giurisprudenziale tende a ritenere che la sua mancanza o l'incompletezza rendono il testamento annullabile.

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Essa infatti rileva innanzitutto perché consente di accertare l’ultimo testamento qualora il de cuius ne abbia lasciato più di uno, e inoltre consente di stabilire se il testatore aveva o meno la capacità d’intendere e di volere. La Corte di Cassazione con una recente sentenza piuttosto innovativa si è soffermata sulle conseguenze dell'indicazione erronea della data nel testamento olografo, dovuta, cioè ad un errore materiale del de cuius che si è concretizzata in una data impossibile.

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Data impossibile per distrazione nella scrittura?

Il caso sottoposto all’attenzione degli Ermellini ha riguardato appunto il ricorso presentato da uno dei designati dal testatore nel testamento olografo il quale chiedeva l'annullamento dello stesso pubblicato in un secondo momento per atto di notaio per la mancata indicazione della data e del luogo. A detta del designato erede inoltre il documento aggiuntivo della scheda testamentaria riportava una data impossibile ovvero quella del “12-112-1990”.

Sia i giudici del Tribunale sia quelli della Corte d’Appello però non hanno accolto la domanda del ricorrente, statuendo che i due documenti di cui si voleva far valere l’annullabilità costituivano in realtà un unico testamento. La data riprodotta sul documento aggiuntivo alla scheda non poteva inoltre ritenersi impossibile, proprio perché la ripetizione della cifra 1 del numero 12 era il frutto di un evidente errore ortografico- materiale del testatore.

I giudici di merito hanno infatti osservato come ad un occhio attento la ripetizione del numero '“1” era imputabile esclusivamente al tentativo di ricalcare lo stesso numero scritto già prima. A detta dei magistrati non può quindi ritenersi che il de cuius abbia intenzionalmente voluto indicare una data impossibile, che renderebbe annullabile il testamento

Verdetto confermato anche dalla Cassazione

La Suprema Corte con la sentenza n.10613 del 23 maggio, confermando la decisione della Core d’Appello ha precisato che sebbene la completa indicazione della data (ovvero del giorno, mese, anno), costituisce un requisito essenziale di forma del testamento olografo, tuttavia anche un imperfezione grafica dovuta a distrazione, ignoranza ecc non vale di per sé a determinare l'invalidità del testamento.

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Secondo i giudici di legittimità infatti nel caso di specie la data non mancava infatti dell'indicazione del giorno, del mese o dell’anno. Proprio perché non può dirsi incompleta, il giudice può anche procedere a rettificare l’errore materiale. Quest’ultimo deve però sempre rispettare il requisito essenziale della autografia dell’atto. Per altre info di diritto potete premete il tasto segui accanto al mio nome

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