L'avvocato Angelo Pisani, legale dei familiari della piccola Fortuna Loffredo (6 anni al momento della morte) è stato recentemente intervistato dalla nota rivista settimanale Giallo. Pisani ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Dietro la morte di Fortuna c'è un complotto. E' un omicidio premeditato, dove ognuno ha avuto un proprio ruolo. Titò continua a cambiare versione, ma è lontano dal dire la verità. Le sue affermazioni degli ultimi giorni hanno un preciso obiettivo, scrollarsi di dosso le pesanti responsabilità che la Procura ha individuato".

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Titò incolpa Marianna

Durante l'intervista a Giallo, l'avvocato Angelo Pisani, legale del papà di Fortuna Loffredo, ha aggiunto: "C'erano stati litigi e rancori tra la mamma di Fortuna e Marianna Fabozzi. Questo potrebbe spiegare il tremendo delitto". Raimondo Caputo, detto "Titò" (44 anni) il presunto assassino della piccola Chicca (come era affettuosamente chiamata Fortuna da amici e familiari) continua ad incolpare la sua compagna Marianna (33). L'uomo, attualmente in carcere, è stato interrogato dagli inquirenti ed ha cambiato per ben tre volte la versione dell'omicidio. Pochi giorni fa ha dichiarato esplicitamente: "E' stata Marianna Fabozzi ad uccidere Fortuna".

Ad ogni modo si sta indagando anche sull'ex convivente del Caputo e sul ruolo che avrebbe potuto avere nella morte di Fortuna e di suo figlio, il piccolo Antonio Giglio, deceduto a soli tre anni. 

Le vittime di Caivano

Sia Fortuna Loffredo che Antonio Giglio, sono morti in circostanze misteriose ancora da chiarire. Certo è che le dinamiche sono molto simili: entrambi caduti da una finestra dello stesso edificio. I due bambini infatti abitavano presso la stessa palazzina del Parco Verde a Caivano (in provincia di Napoli).

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Antonio e Fortuna sono morti solamente ad un anno di distanza. Forse, facendo ulteriore luce sulla morte di Antonio, si potrebbe scoprire qualcosa di più riguardo il delitto di Chicca. La piccola Fortuna fu uccisa i 24 Giugno del 2014. Nel punto esatto dove cadde la bambina, gli inquirenti tracciarono il segno del corpicino, rimasto a memoria di questa orrenda tragedia.