Fabrizio Pellegrini, 47enne pianista e attore affetto dafibromialgia - malattia che provoca problemi del sonno, mal di testa, mal di schiena e una serie di altri disturbi debilitanti - si è visto certificare nero su bianco dai medici la possibilità di lenire i forti dolori derivanti dalla sua malattia usando derivati della cannabis, i quali riescono a farlo stare meglio. Tuttavia, la cura a base di cannabisterapeutica ha un costo di 500 euro mensili che l'uomonon può sostenere. A causa dei sintomi della malattia non riesce quasi più a fare il suo lavoro di artista,e così ha deciso di coltivare la marijuana necessaria per le sue cure sul davanzale di casa, comportamento che, nonostante le evidenti attenuanti, ha aperto all'uomo le porte del carcere di Chieti.
Aveva diritto alla terapia gratuita, ma non l'ha mai ricevuta
Pellegrini, oltre alla prescrizionemedica dei derivati della canapa terapeutica, aveva ottenuto da un giudice la somministrazione gratuita del Bedrocan, un farmaco a base di inflorescenze di cannabis. Nonostante ciò non era mai riuscito ad ottenere la medicina, in quanto nonostante in Abruzzo sia in vigore una delle leggi più moderne e avanzate sulle terapie a base di canapa, la Regione Abruzzo non ha mai sbloccato i fondi necessariper finanziare la terapia.
Il grido di dolore di Pellegrini
Il calvario del pianista è iniziato nel 2008 quando si è visto denunciare per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nonostante il suo legale avesse dimostrato le precarie condizioni di salute dell'uomo e la buona volontà, visto che aveva acquistato di tasca sua la prima confezione del costoso farmaco a base di cannabis, che l'ASL avrebbe dovuto fornirgli gratuitamente.
Ad aggravare la situazione, il fatto che l'uomo è allergico ai farmaci cortisonici e ai classici antidolorifici.
Il pianista è tornato in carcere dall'11 giugno scorso su ordine del giudice. Racconta di trascorrere le giornate sdraiato sul pavimento, alla ricerca di un po' di pace dal dolore e un po' di sonno, afflitto da dolori insopportabili. "Anche se sono scheletrico, questi pochi kg sono un peso insostenibile per la mia colonna vertebrale" ha raccontato.
La mobilitazione delle associazioni
La notizia del nuovo arresto di Pellegrini non è passata inosservataalle associazioni impegnate sul fronte antiproibizionista: i radicali si sono mobilitati immediatamente, dando vita anche a digiuni di protesta, mentre alcuni malati di sclerosi multipla - come il leader dell''Associazione LaPiantiAmo, Andrea Trisciuoglio - hanno sospeso l'assunzione dei farmaci a base di cannabis che assumevano nell'ambito delle loro terapie.
È intervenuto sul caso anche lo scrittore Saviano, che ha evidenziato come la cifra necessaria per le cure di Pellegrini - 500 euro mensili - sia degna di un mutuo.
Dal mondo antiproibizionista sono partiti appelli all'indirizzo dei Ministeri competenti - quello della giustizia e quello della Salute - affinché si attivino in favore di Fabrizio.