Il mondo del calcio, spesso, viene visto da lontano come un carrozzone di avanspettacolo, come un qualcosa di irraggiungibile, cosi lontano da noi per via dei volumi mostruosi di soldi che gli ruotano attorno. Troppo spesso, però, ci si dimentica che anche i calciatori ed i presidenti delle squadre sono, in primis, degli esseri umani con dei sentimenti e che i fatti che accadono del mondo, direttamente o indirettamente, riguardano anche loro.

Esempi da imitare per un aiuto immediato

In primis è bene ricordare un antico detto popolare: "La beneficenza va fatta nel silenzio". Non possiamo ne potremo mai comprendere a fondo il reale contributo che i cittadini, persone comuni, mettono in campo per aiutare le persone colpite dalle disgrazie, tuttavia in altri contesti (per via della popolarità che ruota attorno al mondo del calcio) è bene che certe cose si vengano a sapere: non tanto per uno spirito di rispetto, quanto per un senso di appartenenza e della speranza successiva di poter essere da esempio per i colleghi calciatori.

Sami Khedira e Keisuke Honda sono soltanto due esempi, emersi nelle ultime ore, di calciatori che hanno prontamente aiutato le vittime del terremoto che negli ultimi giorni ha devastato diversi centri abitati del nostro Bel Paese: non è tanto il "quanto" (che siano 20mila euro, oppure che sia un'asta benefica il cui ricavato viene destinato alle zone terremotate), ma il gesto che deve essere promosso, promozionato e, se possibile, imitato in tutto e per tutto.

Anche le società della nostra Serie A hanno cominciato a mobilitarsi, a suon di incassi e di promesse che, ne siamo certi, verranno mantenute "sul campo": ad esempio l'incasso dello JuventusMuseumdi domenica 28 agosto verrà interamente devoluto al Centro italia, cosi come parte dell'incasso al San Paolo nella gara col Milan verrà devoluto dal Napoli per volontà del suo presidente, Aurelio De Laurentiis.

Non solo calcio

Gli esempi citati in precedenza devono servire da esempio per tutti i professionisti affinchè, con un gesto anche solo simbolico, riducano nell'immaginario collettivo la distanza che li separa da chi, quotidianamente, riconosce loro popolarità e gloria sportiva.

Tuttavia, anche nel "mondo dei reali", esistono iniziative nate quasi spontaneamente, volte all'aiuto concreto ed immediato: un esempio è la campagna promossa da "Slow Food" che invita tutti gli chef del mondo (anche in questo contesto l'ambizione non deve mancare, ogni euro può essere decisivo per il sostegno alle vittime) a celebrare la "pasta all'Amatriciana" donando due euro per ogni piatto consumato sul pianeta.

Carlo Petrini, presidente di Terra Madre e di Slow Food, ha spiegato il gesto dicendo che questo è un piatto-simbolo della storia di Amatrice (gastonomica e culturale) e che bisogna diffondere nel mondo, accanto a questo, anche altri valori come quello della solidarietà e della condivisione.

Rimanendo in ambito gastronomico sono ovviamente tantissimi gli chef nel mondo che hanno raccolto l'iniziativa: su tutti vi raccontiamo di Carlo Cracco, il celebre chef stellato, che nel suo ristorante "Carlo e Camilla in Segheria" ha inserito l'amatriciana classica accettando di devolvere i 2 euro per ogni piatto consumato.

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