Sabato 17 settembre gli Stati Uniti D'America sono ripiombati nell'incubo e nell'emergenza terrorismo. Difatti, una bomba è esplosa nel quartiere Chelsea di Manhattan e ha provocato il ferimento di almeno 29 persone mentre un'altra bomba inesplosa è stata ritrovata nelle vicinanze. In queste ultime ore le autorità stanno dando la caccia all'autore degli attacchi, il 28enne di origini afghane e naturalizzato statunitense Ahmad Khan Rahami.

Il New York Times: 'L'obiettivo dell'attacco era fare una strage'

Stando alle ricostruzioni fatte dai media l'obiettivo dell'attentatore e dei suoi eventuali complici era quello di compiere una vera e propria strage.

A tale conclusione è arrivato, come riportato da "Repubblica", il quotidiano statunitense "New York Times" che ha riferito che le due bombe "erano piene di schegge e frammenti metallici e concepite per fare il massimo danno in termini di caos e di vittime". C'è da dire che fortunatamente e contrariamente ai propositi dell'attentatore non vi è stato alcun morto.

La minaccia dell'estremismo islamista contro l'America

Nei media si sta supponendo che questo attacco a New York possa essere collegato in qualche modo al terrorismo internazionale, specificatamente di impronta islamista radicale. Ciò non dovrebbe sorprendere in quanto da diverso tempo diversi gruppi del network islamista radicale, dall'ISIS alla "nuova" Al Qaeda, stanno minacciando una nuova stagione di terrore per l'Occidente e l'America.

I migliori video del giorno

D'altronde, tali attacchi potrebbero essere considerati anche come una forma di "avvertimento" agli USA in vista della sempre più vicine elezioni presidenziali, che vedono sia Trump che la Clinton schierarsi in maniera netta contro l'avanzata dell'islamismo radicale, con la Clinton che ha chiesto maggior determinazione nella lotta all'autoproclamato Stato Islamico e Trump che sostiene da tempo la distruzione dell'ISIS e ha ottimi rapporti con la Russia di Putin, considerata dall'islamismo radicale come uno dei maggiori ostacoli geopolitici in Siria e nell'Eurasia.