Ancora una notizia di discriminazione sociale a danno di ragazzi o bambini autistici. Questa volta arriva da una scuola media degli Stati Uniti, dove Travis Rudolph, campione di football - invitato con la sua squadra ad un incontro con gli studenti e soffermatosi in mensa per consumare il pranzo -  accortosi della solitudine con cui un ragazzo autistico stava consumando il suo pasto, ha deciso di sedersi vicino a lui e condividere quei momenti in allegria.

Le immagini pubblicate sul web

Una scena che è stata subito fotografata e che sta facendo il giro del web.

Pubblicità

Ed è proprio grazie alle immagini postate che ci si rende maggiormente conto di quanto accaduto. Un paio di metri di distanza - che diventano chilometri per chi soffre ed è costretto a subire l'umana cattiveria - dividevano Bo, il ragazzo autistico, da tutto il resto dell'affollata mensa.

Tutto intorno a Bo non c'era proprio nessuno. E forse è stato questo inconsueto vuoto, questo stacco così netto nella mensa affollata dai ragazzi a richiamare l'attenzione del giovane sportivo, che non c'ha pensato due volte a sedersi proprio vicino a Bo.

Un arcobaleno di emozioni per Bo

"Posso mangiare con te?" ha chiesto il campione a Bo, che non c'ha pensato due volte a dir di si. Chissà quante volte avrebbe voluto sentirsi chiedere la stessa cosa da chi invece frequenta tutti i giorni nelle aule di quella scuola, ma che appena può lo ignora come fosse di carta velina.

Anche la madre di Bo si è molto emozionata dopo aver visto le immagini postate sul web, perché sapeva della forzata solitudine a cui era costretto il figlio durante le sue giornate scolastiche, e questo gesto nobile quanto spontaneo, forse avrà dato una bella lezione ai tanti che hanno sempre allontanato suo figlio.

Pubblicità

Bo, un ragazzo dolce, amabile, tranquillo che non ha mai dato problemi. Eppure i problemi se li creavano gli altri, che non sono riusciti mai a superare i limiti del pregiudizio e della discriminazione. "Avere Trevor Rudolph al mio tavolo, potergli parlare è stato come essere seduto su un arcobaleno" dice Bo a chi gli chiede un commento sul suo nuovo amico. Già, perché la vita è vista da Bo attraverso i variopinti colori dell'arcobaleno, cosa che anche tanti di noi dovrebbero fare.