Ha tutto il senso e il carattere di un paterno schiaffo morale la sentenza civile di risarcimento emessa da un Giudice del Tribunale di Roma: una collezione di 30 opere sull'identità femminile in luogo della richiesta pecuniaria di 20mila euro presentata dai difensori di una baby squillo di 15 anni finita nel giro dei pariolipassato alle cronache anche per il coinvolgimento, tra gli altri, dell'ex marito dell'europarlamentare Alessandra Mussolini, quando quest'ultima dichiarò: "Lasciateci in pace".

Il giudice ha evidentemente preferito elargire una "lezione morale", attraverso una selezione di libri di Oriana Fallaci e Sibilla Aleramo, poesie di Emily Dickinson e Virginia Woolf, più dvd come quello del film "Le suffragette", per far comprendere alla giovane donna che la reale entità del danno subito, affittando il proprio corpo a 15 anni, è la decadenza del valore della propria identità di donna e adolescente.

E' la conclusione dell'inchiesta iniziata nel 2013 dal pm Cristiana Macchiusi e dal procuratore aggiunto Maria Monteleone su un giro di prostituzione minorile partito dalla disponibilità di due ragazze di 14 e 15 anni a fornire prestazioni sessuali a pagamento presso il rinomato quartiere dei Parioli di Roma, che nella fase di appello del 2015 ha portato a condanne a 1 anno di reclusione per una decina dei clienti, a 3 per un'altro e, cosa a dir poco scioccante, a 6 anni e alla perdita della potestà genitoriale per la madre di una delle baby girls che è risultata essere a conoscenza, e complice, dell'attività "professionale" della figlia minorenne, esortandola a prostituirsi.

Il responsabile dell'organizzazione di questa "scuderia" di ragazzine è stato condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione dal giudice Costantino de Robbio: ragazzine che, motivò testualmente, "si erano lasciate coinvolgere nel meretricio senza alcuna remora, avendo di mira solo la prospettiva di guadagni facili con una evidente incapacità di intendere quanto stavano facendo".

Il cliente della minorenne in questione, invece, è stato invece condannato a 2 anni e all'interdizione da qualsiasi scuola o struttura frequentata da persone minorenni.

La curatrice Cinthia De Conciliis, responsabile dell'iter riabilitativo della teenager, aveva fatto avere al tribunale, tramite l'avvocato De Giulio, una richiesta di risarcimento per danni morali di 20mila Euro, ma la giudice Paola di Nicola ha preferito invece condannare la parte accusata a elargire solamente una somma pari a 1000 euro a titolo di danno patrimoniale più, appunto, una selezione di titoli tra film e scritti che l'imputato dovrà acquistare per la ragazza. 

Niente smartphone e niente vestiti alla moda, insomma, ma "solamente" un bel suggerimento: costruirsi un'idea più chiara della dignità di donna attraverso la testimonianza del pensiero delle autrici più stimate del secolo.

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