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E' successo in Carinzia (Austria): una ragazza, appena raggiunta la maggiore età, ha denunciato i genitori per le immagini che la ritraevano quando era piccola, e che hanno pubblicato a sua insaputa su Facebook. Il processo comincerà a novembre.

Immagini private e intime su Facebook

"Ne ho abbastanza di non essere presa sul serio dai miei genitori", ha dichiarato la ragazza che porterà in tribunale i suoi genitori. Evidentemente non ha digerito il fatto che i genitori hanno pubblicato sul social network centinaia di foto di momenti privati ed intimi della sua vita, senza chiederle il permesso. La ragazza, di cui non sono state divulgate le generalità, aveva chiesto ai genitori di rimuovere le immagini, ma non avendo avuto risposta ha deciso di rivolgersi ad un avvocato per far valere le proprie ragioni.

In particolare, la diciottenne lamenta di essere stata ripresa in alcuni momenti intimi della sua infanzia, ad esempio mentre sedeva sul vasino o si trovava nuda nel lettino. Quando ha compiuto quattordici anni, la ragazza ha aperto un suo profilo sul social network e si è accorta delle immagini postate dai genitori dal 2009. La giovane ha dichiarato ai giornali locali di essere furiosa e arrabbiata per questa vicenda che la coinvolge direttamente. "Non vedo altra possibilità che citare i miei genitori in giudizio, visto che si rifiutano di rimuovere le foto. Dicono di essere titolari dei diritti su quelle fotografie", ha detto.

Sentenze e sue ripercussioni

Secondo la legge austriaca, i genitori della ragazza rischiano di pagare una multa di importo compreso tra i 3 mila e i 10 mila euro.

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In altri paesi europei come la Francia la normativa sulla privacy è più severa: la diffusione di fotografie sui social senza il consenso della persona interessata comporta una multa di circa 35 mila euro insieme ad un anno di reclusione.

I rischi delle foto online

Da tempo si parla dei rischi legati alla pubblicazione di immagini sui social network: in primis, gli psicologi mettono in guardia sulla possibilità che le foto dei minori vengano pubblicate sui siti pedopornografici. A questo si aggiungono le implicazioni psicologiche sull'identità di quei bimbi che, una volta adulti, dovranno confrontarsi con una identità digitale che non gli appartiene.