È stata da poco resa pubblica la notizia che vede le forze dell'ordine francese di nuovo impegnate nella lotta al terrorismo. Questa volta si tratta di un'automobile trovata nei pressi della cattedrale di Notre Dame. Il veicolo, una Peugeot 607 senza targa, sarebbe stato trovato coi lampeggianti ancora accesi ed in stato di totale abbandono lungo la Rue de la Bucherei, dove la sosta è tra l'altro vietata. In base alle dichiarazioni rilasciate dal presidente del quinto arrondissement Florence Berthout, l'auto sarebbe rimasta parcheggiata sul posto per quasi due ore.

La polizia, allarmata, ha effettuato subito i primi controlli, trovando al suo interno sei bombole di gas, cinque nel bagagliaio ed una, a quanto riscontrato vuota, nel sedile anteriore del veicolo.

Fortunatamente le bombole non erano collegate a nessun detonatore, facendo così cadere l'ipotesi di un'imminente esplosione. Oltre alle bombole, all'interno dell'auto sarebbero stati trovati anche dei documenti scritti in arabo.

Fermati i primi sospetti

In seguito al fatto la polizia francese ha arrestato sei persone. Quattro sono state rilasciate mentre le altre due si trovano tutt'ora in stato di fermo. Si tratta di una coppia composta da un uomo di 34 anni ed una donna di 29 anni. I due, originari di Loiret, risulterebbero essere i proprietari della vettura in questione, nonché due figure già ben note all'intelligence francese, la quale li aveva inseriti nella lista delle persone da tenere sotto stretta osservazione, in quanti sospettati di sostenere il movimento terroristico dell'Isis.

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Secondo la pista seguita dalle forze dell'ordine, ci sarebbe una terza complice, una ragazza di 19 anni sospettata di aver riempito le bombole di gas riposte nell'auto. Come gli altri due sospetti, anche la ragazza era già da tempo schedata come jihadista. Secondo le dichiarazioni del padre, prima posto in stato di fermo ed in seguito rilasciato, la figlia avrebbe manifestato l'intenzione di recarsi in Siria.

Ora la sezione antiterrorismo francese ed il Dgsi (Direzione Generale della Sicurezza Interna) continuano a svolgere le indagini necessarie per far chiarezza sul terribile evento. Il 24 maggio scorso il direttore stesso del Dgsi, Patrick Calvar, durante un intervento all'Assemblea Nazionale, aveva palesato la sua convinzione circa il fatto che i terroristi sarebbero ben presto passati alle autobombe per diffondere il panico ed il caos fra la popolazione francese. È chiaro come quest'ultimo spaventoso evento non potrà far altro che inquietare sempre di più i cittadini ed il governo francese, già precedentemente colpito dalla minaccia del terrorismo.

Com'è pur vero che nessun stato appartenente all'Europa potrà ignorare questo campanello d'allarme.