Fabrizio Corona, ex paparazzo italiano protagonista di numerose vicende giudiziarie, potrebbe tornare in carcere. Il condizionale è d'obbligo perché tutto dipende dal gip Ambrogio Moccia, che dovrà prendere una decisione riguardo al conferimento della continuazione dei reati di estorsione con la corruzione e la bancarotta.

Decisione del gip arriverà tra qualche giorno

L'ex paparazzo, com'è noto, ha iniziato da circa un anno un percorso di recupero con i servizi sociali, dopo un lungo periodo passato in carcere. Corona sa bene che i suoi reati gli sono costati cari e potrebbero creargli ancora molti problemi. Ecco perché ieri, davanti al gip, Fabrizio si è 'aperto': ha detto di essere cambiato e che il diavolo che è in lui si è ammutolito.

Ora il gip Moccia dovrà decidere se concedere o meno la continuazione dei reati. La decisione arriverà tra qualche giorno. L'ex paparazzo si è presentato, ieri, nel tribunale di Milano coi suoi avvocati, Ivano Chiesa e Antonella Calcaterra. Fabrizio sa che rischia di finire nuovamente in carcere ma ha detto ai giornalisti che affronterà anche stavolta la situazione con determinazione, senza lasciarsi andare.

Il pm Paola Biondolillo ha chiesto al gip di concedere la continuazione tra l'estorsione al calciatore David Trezeguet e la bancarotta de La Fenice (società di Corona). I legali di Fabrizio Corona ritengono che, se il gip dovesse accogliere la richiesta del pm, vi sarebbe un 'ampliamento' della pena ma il loro assistito non tornerebbe in prigione. Fabrizio potrebbe finire in carcere, però, se il gip non concedesse la continuazione dei reati.

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Gli incubi di Fabrizio Corona

Corona ha rivelato di avere molta paura di tornare in carcere anche durante una recente intervista a 'Gente'. L'ex paparazzo ha sottolineato di fare spesso incubi. Quel rischio di dover trascorrere almeno altri 2 anni in galera lo turba non poco. Fabrizio, davanti alle telecamere, sembra sicuro ma in realtà si tratta di un atteggiamento di difesa. Il 42enne non vuole assolutamente tornare in galera perché il periodo trascorso in cella lo ha debilitato molto.