Quando il terremoto ha distrutto le case di molti degli abitanti del centro Italia, con la scossa di magnitudo 6 che si è avvertita tra Marche e Lazio, le primissime necessità sono state puramente materiali. Da ogni parte della penisola sono cominciati ad arrivare carichi di beni quali vettovaglie, detergenti, coperte e piumoni, insomma tutto ciò che può rendere possibile la vita quotidiana. Poi sono arrivate le tende, e piano piano, vicino ai borghi distrutti, si è ricostruita una parvenza di normalità, di quotidianità.

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Non si vive di solo pane

Ben presto la grande generosità degli italiani ha superato il bisogno, e ora non servono più cibo e altri beni materiali, quanto più il calore di una voce amica, la certezza che, passato il clamore dei primi giorni, chi dorme nelle tende non venga dimenticato. Inoltre è anche necessario aiutare chi ha subito il trauma della perdita di un familiare, o della propria casa e dei ricordi di una vita, a ritrovare un po' di serenità, a cercare di riacquistare la propria quotidianità.

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Questo è l'obiettivo che si è prefissato l'arci, l'Associazione Ricreativa e Culturale Italiana, che si sta impegnando ad organizzare nelle tendopoli attività ricreative a vario livello. Il cinema, la musica, i libri, non sono solo un modo per distrarsi. Diventano un modo concreto di cementare comunità tanto provate dal sisma.

Un pensiero dal Giappone

Ed anche il mondo dei fumetti si è mobilitato: dal lontano Giappone, paese che purtroppo ben conosce la morte e la distruzione che il Terremoto porta con sé, arriva un gesto di profonda amicizia da parte di un mangaka noto anche in Italia,  Leiji Matsumoto.

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Terremoto

Matsumoto è il creatore di Capitan Harlock e di molti altri personaggi amati in tutto il mondo; l'artista ha realizzato cinque disegni dedicati alle persone colpite dal sisma, che saranno messi all'asta e il cui ricavato andrà devoluto per la ricostruzione delle aree terremotate.

Anche se quello del 24 agosto 2016, purtroppo, non è stato il primo terremoto distruttivo che abbia colpito il nostro Paese, la speranza è che sia il primo in cui alle belle parole facciano seguito gesti concreti.

Per il momento è importante aiutare gli sfollati a riacquistare fiducia nel futuro, e a trovare la forza per lottare al fine di poter restare nei luoghi che amano e che non vogliono abbandonare.

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