Taranto, un giorno qualunque, inondato dal caldo tepore del sole settembrino, il fumo grigio di una fabbrica che rende l'aria carica di tristi presagi. Tutto procede al solito ritmo, quello inarrestabile del 'mostro d'acciaio', fonte di vita, ma anche fabbrica di morte.

Sono le 7 del mattino e Giacomo Campo, di 25 anni, operaio della Steel service, una ditta esterna allo stabilimento siderurgico, si appresta a fare la manutenzione a un nastro trasportatore, ma il rullo, inspiegabilmente, prende a funzionare. Per Giacomo è la fine. Tutto si ferma all'altoforno 4 dell'Ilva, ma è tardi. Giacomo è schiacciato dal rullo. E' uno dei tanti, uno dei 500 uomini, morti all'interno della fabbrica in 55 anni.

Le amare parole di Emiliano

"La nostra pazienza è finita. La fabbrica è troppo vecchia e insicura. Ci ha portato via ancora una volta un giovane. Il dolore della Puglia diventa rabbia incontenibile". Queste le parole del presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, che sui social grida e invoca giustizia.

Giustizia per le morti sul lavoro all'interno dello stabilimento tarantino, giustizia per i tanti morti di tumore nella città di Taranto. "La vergogna ricada -continua Emiliano- su chi ha impedito alla Magistratura di pretendere la messa in sicurezza dello stabilimento con legge dello Stato"

Eppure nel caloroso abbraccio con cui il nostro presidente aveva salutato, nel corso dell'inaugurazione della Fiera del Levante, il premier Renzi, c'era il calore della speranza, la certezza che il suo appello per la vita dei tarantini avrebbe avuto un riscontro positivo.

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Una ferita per l'Italia

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha manifestato tutto il proprio cordoglio per l'ennesima morte sul Lavoro, definendola una ferita per l'Italia, mentre intanto si è dato tempestivamente avvio alle indagini per accertare le responsabilità.

Immediata anche la reazione dei sindacati, che hanno indetto scioperi e manifestazioni di protesta per la scarsa sicurezza della fabbrica. Ma Taranto, superba e tacita custode di una storia secolare, piange tutte le sue lacrime per un'altra giovane vita spezzata ingiustamente.