È morta all’età di 77 anni Junko Tabei, la prima donna giapponese ad aver scalato l’Everest. L’alpinista malata di cancro si è spenta giovedì 20 ottobre in un ospedale della prefettura di Tokyo e nonostante lottasse da quattro anni contro la malattia, non ha mai smesso di salire sulle amate montagne. La passione per le vette arrivò quando, ancora bambina, fece un’escursione con la scuola sul monte Nasu e da allora l’alpinista nipponica non ha mai smesso di scalare.

“La maggior parte degli uomini giapponesi della mia generazione si aspetta che la donna rimanga a casa”

Durante gli studi universitari fece parte di un club alpinistico, ma dopo la laurea, nel 1969 fondò la Ladies Climbing Club, un’associazione alpinistica per sole donne.

La scelta di questo nuovo club derivò dalla poca considerazione che gli uomini giapponesi dimostravano per le donne che si dedicavano a qualcosa di diverso da casa e famiglia. Come raccontò in un’intervista del 1991 la stessa Tabei: “La maggior parte degli uomini giapponesi della mia generazione si aspetta che la donna rimanga a casa e che la casa sia pulita”.

Nel 1970 il giornale Yomiuri Shimbun e la Nihon Television decisero di organizzare una spedizione tutta femminile per raggiungere la vetta dell’Everest. La Tabei entrò fra le 15 partecipanti e dopo una lunga e scrupolosa preparazione, nel 1975 la spedizione partì.

Prima donna giapponese sull’Everest e prima donna nella storia dell’alpinismo a salire le Seven Summit

Per la salita venne scelta la stessa via che percorsero sir Edmund Hillary e Tenzing Norgay nel 1953, quando per primi scalarono l’Everest.

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Il 3 maggio però, mentre si trovavano al campo 2 a 6300 m. di quota, una valanga travolse la spedizione e la stessa Tabei rimase ferita alle gambe e per qualche minuto perse conoscenza. L’impresa sembrava compromessa, ma dopo 3 giorni l’alpinista si rimise in marcia e il 16 maggio raggiunse la vetta dell’Everest. Qualche anno più tardi, nel 1981, conquistò sempre come prima donna giapponese lo Shisha Pangma e nel 1992 prima donna nella storia dell’alpinismo, portò a termine la salita delle Seven Summit, le sette vette più alte di ogni continente. Sposata e madre di due figli non si dedicò solo all’#alpinismo, ma anche ai problemi ambientali soprattutto a quelli a cui andava incontro l’Everest a causa delle tonnellate di rifiuti lasciate dal sempre più crescente numero di alpinisti attirati dalla gloria e dal prestigio di scalare la montagna più alta del mondo. "Scalare l'Everest è diventato uno status symbol , e anche un grande divertimento" spiegava la Tabei in un’intervista “fortunato chi ha scalato la montagna prima che tali acrobazie diventassero la norma”. Nel luglio dello scorso anno, ammalata, ma desiderosa di continuare a salire, scalò per l’ultima volta, portando un gruppo di studenti provenienti dalle zone colpite dal terremoto e dallo tsunami del 2011 sul monte Fuji. Junko Tabei avrà ora raggiunto la sua ultima vetta.