Il caso di Emanuela Orlandi da 30 anni è un mistero. S'inseguono e si contraddicono ricostruzioni da romanzo giallo. Qualche anno fa sono emerse accuse gravi lanciate da un noto esorcista, padre Gabriele Amorth: in un testo edito nel 2012, "L'ultimo esorcista. La mia battaglia contro satana", il sacerdote di origine emiliana scriveva perentorie affermazioni su una pista interna, un gruppo di figure non ben identificate che agivano grazie ad un gendarme vaticano "reclutatore" di vittime, per soddisfare cruenti impulsi sessuali. 

I sospetti ruotano intorno alla chiesa di Sant'Apollinare a Roma

Le dichiarazioni di padre amorth, suggellate anche dalla testimonianza di un archivista vaticano, monsignor Simeone Duca, vennero riprese dalla stampa e condussero verso monsignor Pietro Vergari, rettore della chiesa di Sant'Apollinare negli anni '80.

Il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, nel 2012 fece riferimento al veto posto da suor Dolores, la direttrice della scuola di musica frequentata dalla ragazza, a tutte le sue allieve riguardo proprio la chiesa in questione: era un fatto risaputo negli ambienti ecclesiastici? Erano solo sospetti? La scuola di musica è proprio in piazza Sant'Apoliinare, accanto alla Basilica.

De Pedis, il boss della banda della Magliana seppellito a sant'Apollinare

D'altra parte, monsignor Vergari, fino al 1991 rimasto rettore della Basilica di Sant'Apollinare, non è nuovo a sospetti già emersi in relazione ad un altro episodio controverso: il seppellimento nel 1990, in una cripta dell'edificio ecclesiastico, di Enrico De Pedis, capo della famigerata gang della Magliana. La tumulazione del criminale venne autorizzata, in deroga alle usuali disposizioni, proprio da monsignor Vergari.

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La vicenda di De Pedis è stata collegata alla scomparsa di Emanuela Orlandi in più occasioni da pentiti ed esponenti della malavita romana. Le indagini sfociarono nella riesumazione del cadavere del boss sempre nel 2012. Gli esiti non condussero a nulla. In seguito a questa vicenda, i resti di De Pedis vennero cremati e dispersi. Anomalo che la vedova del boss abbia scelto questa soluzione, quando la volontà del marito era quella di trovare collocazione eterna in un luogo sacro.

Monsignor Vergari, il vescovo di Potenza e la scomparsa di Elisa Claps

A monsignor Ennio Appignanesi, morto nel 2015, si rivolse proprio Vergari nel 2012, preoccupato per la vicenda De Pedis. Il contenuto della telefonata rivela uno scambio d'opinioni significativo: emerge l'escamotage di rintanarsi nel segreto della confessione, riconosciuto come diritto dalla legislazione italiana. È importante precisare che il vescovo di Potenza venne ascoltato più volte dagli inquirenti durante le indagini sul caso di un'altra ragazza, scomparsa nel 1993, Elisa Claps, il cui cadavere venne ritrovato proprio nel capoluogo lucano, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità nel 2010.

Strana coincidenza.

Aggiungiamo che Appignanesi ha svolto gran parte della sua carriera ecclesiastica nella Città Eterna, dove è stato parroco per ventun'anni della chiesa di Santa Maria Ausiliatrice al Tiburtino e successivamente, dal 1985 al 1988, vescovo ausiliare della diocesi di Roma. Ricordiamo, inoltre, che Emanuela Orlandi scomparve nel 1983 nei pressi di Sant'Apoliinare. 

Adesso spunta fuori un'audiocassetta inquietante: cosa pensare?

Lo scorso 14 settembre, sulla pagina Facebook di "Chi l'ha visto?", è stato postato un reperto audio che lascia perplessi (potrebbe trattarsi dell'ennesimo depistaggio) ed inquieta non poco. Difficile ascoltarlo senza essere colti da raccapriccio, ma è altrettanto difficile trarre conclusioni. Padre Amorth è morto due giorni dopo, il 16 settembre 2016; Monsignor Appignanesi nel 2015. Rimane in vita monsignor Vergari.

Se fosse accreditabile la pista indicata da padre Amorth, non sarebbe opportuno verificare l'esistenza di casi "freddi" relativi a scomparse avvenute in anni intorno al 1983, verificando la coincidenza di nomi, di luoghi e circostanze?