Ore di orrore e morte, ore che sembrano non avere mai fine, in cui la violenza e la crudeltà falcidiano una popolazione inerme. Sono sempre più intensi, infatti, i combattimenti, in una lotta che annienta la vita, riducendola in polvere nello spazio di un attimo. E, di fronte a questo scempio, si è levata, vibrante di sdegno, la voce del Papa che, nell'Angelus di oggi, si è rivolto a un'umanità persa in una via di guerre e di sangue: 'Basta con la crudeltà'.

Questo il grido del Pontefice che ha lacerato il silenzio del cinismo e si è alzato in alto a condannare gli 'Efferati atti di violenza' sugli innocenti in iraq, che ' siano cristiani e siano musulmani'. L'Isis continua a fare stragi e non vuole cedere. A sorpresa, infatti, ha sferrato nelle ultime ore, un attacco a Rutba, città irachena nella provincia occidentale di Anbar. L'offensiva astuta, nella fredda logica della strategia del Daesh, ha avuto come scopo quello di destabilizzare le forze irachene, frenandone l'avanzata verso Mosul.

La situazione a Rutba

Secondo le dichiarazioni del sindaco di Rutba, Imad Meshaal, riportate dalla Bbc, è stato un attacco feroce, da tre direzioni diverse e sembra che siano in corso duri combattimenti all'interno della città. La preponderanza di forze dell'Isis ha indotto inoltre il sindaco a chiedere aiuti tempestivi a Baghdad, ma la città è allo stremo. La situazione è drammatica. Difficile ipotizzare fino a quando le forze di sicurezza di Rutba possano tener testa ai miliziani jihadisti, noti per il loro addestramento militare.

La città, già conquistata dagli uomini del sedicente califfato nel 2014, è stata liberata solo 4 mesi fa e la popolazione è ancora molto provata dalla scia di orrore e paura lasciata dal Daesh. Ancora non sono giunte notizie sulle perdite subite dalla polizia locale, né è possibile avere l'esatta informazione sull'andamento dei combattimenti. La notizia è arrivata proprio in concomitanza dell'annuncio, fatto dai combattenti curdi, di aver preso il controllo di Bashiqa, a nordest di Mosul, creando negli animi di tutti un profondo scoramento.

La strage di civili

Ancora morti, ancora civili stretti nella morsa dell'orrore in una violenza senza fine. Non si è spenta ancora l'eco degli eccidi di ieri, perpetrati a Mosul dall'Isis Ben 284 civili, uomini, donne,bambini giustiziati crudelmente), che ecco spuntare un nuovo sole nero in un orizzonte sempre più cupo. E, mentre continuano dall'alto i bombardamenti della coalizione, l'Isis apre un nuovo fronte.

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