Ieri sera, 16 ottobre, il primo ministro iracheno Haidar al Abadi ha annunciato l'immediato avvio dell'offensiva militare per liberare Mosul dalle mani dell'Isis. L'annuncio è stato trasmesso dopo mezzanotte dalla tv irachena. Il blitz potrebbe rappresentare il più grande successo delle operazioni militari contro l'Isis da quando nel 2011 le truppe americane hanno lasciato lo stato. La città verrà presa d'assalto dalle milizie antiterroristiche irachene, dalle forze curde di Peshmerga e dalle milizie siriane. Nelle prime quattro ore sono stati liberati quattro villaggi dall'occupazione dell'Isis. Secondo Al Jazira le forze curde di Peshmerga si sono arrestate a 7km dalla città aspettando l'arrivo delle forze governative di Baghdad per non fomentare tensioni interne.

Inoltre il sito curdo iracheno Rudaw e la televisione panaraba Al Jazeera confermano la presenza di forze speciali americane sul terreno.

Le preoccupazioni dell'Onu

L'ONU stamattina ha espresso l'estrema preoccupazione per le probabili ritorsioni dell'Isis sui civili di Mosul. Sono circa 1,5 milioni i civili che potrebbero esseri usati come veri e propri “scudi umani” in mano ai terroristi. Il sottosegretario agli affari umanitari Stephen O'Brien ha chiesto ad entrambe le parti di mantenere l'obbligo di proteggere i civili come previsto dalla legge umanitaria internazionale.

La profezia di Dabiq

I ribelli siriani appoggiati dai Turchi hanno recentemente riconquistato la città di Dabiq. Il villaggio, che conta appena 3 mila di abitanti, era stato conquistato dalle forze dello Stato Islamico nel 2014.

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Un luogo non rilevante a fini politici o militari, ma divenuto simbolo della lotta contro il cristianesimo. Infatti secondo la profezia dell'islam sunnita, a Dabiq, prima dell'apocalisse, i musulmani trionferanno definitivamente sul cristianesimo. Il comandante siriano Saif Abu Bakr ha comunicato che la roccaforte situata a pochi decine di chilometri da Aleppo è stata presa con facilità. Quest'ultima città invece si trova ancora sotto attacco: solamente oggi 14 civili sono stati uccisi dai raid russi.