Stamattina il governo britannico ha annunciato di voler sostenere attraverso prestiti e borse di studio gli studenti provenienti dall’Europa che intendono iscriversi per il prossimo anno scolastico. Le università britanniche forniranno tutto l’aiuto necessario per l’intero anno accademico. La notizia è stata confermata in mattinata a scapito delle numerose polemiche che si erano create nei mesi scorsi in seguito alla Brexit. Oggi pomeriggio è arrivata la conferma anche dall’ambasciata britannica in Italia.

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Nel comunicato stampa si legge che il governo si impegnerà ad aiutare gli studenti anche se l’Inghilterra dovesse completare il processo di uscita dall’Europa. Il sottosegretario all’università Jo Johnson ha dichiarato di voler continuare a sostenere gli studenti europei e internazionali visto che “forniscono un importante contributo al sistema universitario britannico”.

Chi può richiedere i benefici universitari

In base alle norme vigenti solamente chi ha vissuto per più di tre anni in un paese membro dell’unione può richiedere aiuti finanziari. Per gli studenti Ue residenti nel Regno Unito da almeno cinque è possibile richiedere anche borse di studio per i corsi post laurea come i master. Inoltre solamente per gli studenti europei è prevista l’assegnazione di un alloggio pagato dall’università.

Le difficoltà del dopo Brexit

La situazione in Inghilterra non rimane comunque facile. Proprio il campo economico è quello che potrebbe subire maggiori ritorsioni a causa della Brexit. Il quotidiano britannico “Indipendent” ha pubblicato alcuni dati che parlano di una situazione economica in calo. L’indice FTSE 100 (ovvero l’indice di oscillazione di mercato delle 100 aziende inglesi quotate in borsa) negli ultimi giorni ha raggiunto un apice storico a causa della svalutazione della sterlina.

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Per non parlare dei 66 miliardi di sterline che andrebbero persi in seguito alla chiusura dei mercati doganali con l’Europa e del corrispettivo calo del Pil stimato intorno al -9.5%. Ma David Davis, ministro della Brexit, conferma la sua preferenze per una Brexit "dura" non timoroso per le ripercussioni sul mercato. Infatti ha dichiarato: "It is not necessary to be a member of the single market, to trade incredibly successfully in the single market”. Tradotto alla buona: “non devi essere un membro del mercato singolo per poter avere successo nei commerci del mercato singolo”.