Ieri mattina 7 ottobre è stato ucciso il leader jihadista Abu el Baraa el Masri insieme ad alcuni cecchini di formazione terrorista. Il blitz è stato portato a termine con successo dalle forze militare libiche impegnate nel fronte di liberazione Isis. Abu el Masri si era rifugiato nella città del Cairo, nel quartiere di Giza Bahareya. Una fonte delle milizie libiche ha reso noto al portale Alwasat che le forze di Misurata, impegnate da tempo nella lotta contro l’Isis, sono riuscite a trovare il nascondiglio del terrorista e a portare a termine l'esecuzione.

Il declino dell’Isis?

La morte di Abu el Masri diventa un altro tassello importante per la lotta al terrorismo islamico. L’Isis sta subendo sconfitte in molti fronti grazie all’intervento delle forze armate internazionali. A Sirte le milizie alleate al governo di Tripoli sono quasi riuscite a debellare gli ultimi jihadisti, a testimonianza che l’impegno sovranazionale sta lentamente volgendo la situazione al meglio.

Molti leader dello Stato islamico sono stati catturati o uccisi in tutto il Nord Africa.  Insieme ad Abu el Masri possiamo ricordare Khaled al Shaib ucciso lo scorso maggio ad Al Baghla; capo della cellula 'Okba Ibn Nafaa' ritenuta responsabile dell'attentato del 18 marzo 2015 al museo del Bardo a Tunisi, in cui morirono 21 turisti (quattro dei quali italiani).

Il misterioso cecchino

Un altro importante aiuto è arrivato da un misterioso cecchino che sta decimando le alte fila dell’Isis.

Da quando le forze dello Stato Islamico hanno tentato di prendere la città di Sirte e farne la loro piazzaforte sul mediterraneo, questa misteriosa figura ha ucciso ben tre capi jihadisti. Né le forze militari libiche, né il governo sono riusciti a dare notizie certe sull’identità del cecchino mentre il popolo lo ha già innalzato allo status di eroe nazionale con l’appellativo “Daesh Hunter” ovvero “Cacciatore di Daesh”.

Daesh è il nome con cui gli arabi definiscono lo Stato Islamico. Tra i leader uccisi attribuibili al cecchino ci sono Abu Anas Al-Muhajer, giudice della corte della sharia, Abu Mohammed Dernawi e Abdullah Hamad al Ansari, comandante delle forze dell’Isis a Sud-Est della libia.

 

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