L'uno copriva l'altro. A turno si coprivano le spalle e timbravano il badge al posto del collega, che poi avrebbe ricambiato il favore. Facevano così 59 dipendenti comunali del Comune di Milazzo, in provincia di Messina. Un assenteismo sistematico e diffuso, che ha portato gli agenti della Guardia di Finanza della Compagnia di Milazzo ad accertare olte 1000 ore di assenteismo. Nelle prime ore del mattino del 3 ottobre, i finanzieri hanno eseguito 59 misure cautelari personali nei confronti di altrettanti dipendenti assenteisti, consistenti nell’obbligo di firma presso la polizia giudiziaria, ordinate dal Gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), dottor Fabio Gugliotta.

L'operazione della GdF

Le indagini sono state coordinate dal Procuratore Capo di Barcellona Pozzo di Gotto, dottor Emanuele Crescenti, e dai Sostituti Procuratori, dottoresse Federica Paiola e Rita Barbieri.

L'operazione è stata battezzata “Libera uscita” ed è il risultato di un'intensa e minuziosa attività investigativa durata diversi mesi, che si è avvalsa di monitoraggi, esami di filmati, pedinamenti ed osservazioni sul luogo.

Coinvolto nelle indagini il 30% dei dipendenti comunali

E' stato così possibile accertare un sistema che permetteva a 59 dipendenti di assentarsi a turno o di giungere in ritardo sul posto di lavoro o, viceversa, uscire in anticipo per dedicarsi a faccende personali. In pratica è coinvolto il 30% dei dipendenti del Comune di Milazzo.

In particolare, alcuni di loro, i più pigri, trascorrevano buona parte dell'orario di lavoro al bar, mentre altri preferivano passeggiare e dedicarsi allo shopping.

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Qualcun altro, invece, probabilmente stanco per il troppo lavoro, andava a rilassarsi presso un centro massaggi. E' questo il caso di un membro dell’ufficio per i procedimenti disciplinari dello stesso Comune.

Uno dei casi più eclatanti riguarda un dipendente che durante l'orario di “lavoro”, talvolta anche durante le ore di “straordinario”, allenava la sua squadra di basket.

Oltre al processo penale, rischiano licenziamento e risarcimento danno erariale e all'immagine della P.A.

Percependo indebitamente una retribuzione per le ore non lavorate, questi dipendenti assenteisti hanno provocato un danno economico per la Pubblica Amministrazione, disagi per i cittadini costretti a subire dei disservizi causati dall’assenza del dipendente dal posto di lavoro e rallentamenti nell’espletamento delle pratiche amministrative.

I 59 dipendenti pubblici pizzicati sono ora indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato. Oltre al processo penale, rischiano il licenziamento come esito del procedimento disciplinare a cui saranno sottoposti, come previsto dalla nuova normativa.

Saranno chiamati inoltre a rispondere del danno erariale cagionato all'ente comunale e del danno all'immagine subito dalla pubblica amministrazione pubblica, per via dei disservizi arrecati al buon andamento degli uffici.