Le variazioni del livello di umidità o della temperatura dei terreni indotti dalglobal warming, ma anche l'uso di certi prodotti chimici come gli antiparassitari e l'inquinamento atmosferico potrebbero portare all'estinzione di numerose specie terrestri e di conseguenza alla scomparsa di alcuni alimenti che oggi vanno per la maggiore, come per esempio il caffé, che secondo alcuni uomini di scienza potrebbe non essere più presente nelle nostre case nel giro di una sessantina di anni, poiché l'aumento delle temperature dei campi dove è coltivato favorisce la maggiore riproduzione di alcuni funghi e parassiti della pianta, che si ritienepossano arrivare a provocarne la scomparsa.

Oltre al caffé potremmo dover dire addio anche ad alimenti come il cioccolato, le banane e addirittura il miele.

Il cioccolato potrebbe diventare merce rara

Il cioccolato - uno degli alimenti più apprezzati nel mondo, con numerosi estimatori a tutte le latitudini del pianeta - potrebbe diventare merce rara. A lanciare l'allarme è il cioccolatiere svizzero Barry Callebaut, che esporta i suoi prodotti in tutto il mondo.Mentre il timore per le sorti del caffé è posticipato di oltre mezzo secolo, la scarsità del cacao potrebbe manifestarsi già nel 2020. L'anno scorso infatti il consumo della materia prima ha superato di 70mila tonnellate la nuova produzione, un trend che porterebbe il cacao ad essere merce rara e preziosa, e la scarsa disponibilità porterebbe probabilmente anche a sensibili aumenti di prezzo.

Il miele è tra gli alimenti a rischio

Da anni è notorio che il crescente inquinamento atmosferico e l'uso di alcuni prodotti tra cui gli antiparassitari mettono a rischio la popolazione delle api, che sta diminuendo in tutto il mondo, e questo ovviamente ha ripercussioni sulla produzione del miele. Ma se le api dovessero sparire, oltre alla produzione di miele ciò danneggerebbe l'intero ecosistema, visto che questo insetto ha un ruolo fondamentale nell'impollinazione delle piante.

Banane a rischio a causa della "Malattia di Panama"

A causa di alcuni funghi divenuti più aggressivi, nel giro di pochi anni - non più di cinque o dieci - potremmo dover dire addio ad uno dei frutti più consumati e amati in tutto il mondo.

La Malattia di Panama mette a repentaglio le piantagioni di tutto il mondo, anche se fino ad oggi la situazione più preoccupante è quella di Giordania e Mozambico, dove il fungo sta facendo danni ingentissimi.