Ieri mattina, lunedì 3 ottobre, dopo le ore 9:30, è stata ritrovata una neonata di due mesi senza vita, sul letto della madre; si tratterebbe della cosiddetta “morte in culla”, nome con cui viene identificata la sindrome della morte improvvisa di un lattante in assenza di un malessere specifico.

La bambina, si trovava nel letto della madre, all’interno della sua abitazione del quartiere Fontanelle; ad accorgersene del decesso, e chiamare subito i soccorsi, sono stati proprio i suoi familiari. Purtroppo nonostante la tempestività con la quale il personale medico sanitario si sarebbe presentato, per la neonata non c’è stato nessun modo per salvarla.

Le prime supposizioni danno una sola risposta: si tratta della cosiddetta “morte in culla “che toglie improvvisamente la vita ai lattanti, solitamente durante il sonno, senza alcun sintomo.

Sul luogo della tragedia, sono immediatamente intervenuti i Carabinieri di Pescara, diretti dal Maggiore Claudio Scarponi: secondo una prima ricostruzione, fatta dopo aver sentito la versione dei genitori e dei familiari, la piccola neonata di solo due mesi, aveva mangiato alle ore 9:30  e non dava alcun segni di malessere; Successivamente, dopo esser stata distesa sul letto della madre, la bambina ha iniziato lentamente ad appisolarsi. Dopo circa un’ora, la madre, si è diretta verso la camera da letto per controllare la bimba, ed ha notato che non respirava più e non dava alcun segno di vita. Immediatamente, dopo aver scoperto la tragedia, la madre ha chiamato i soccorritori del 118 che si sono precipitati velocemente nel quartiere dove risiede la famiglia; Dopo diversi tentativi inutili di rianimazione, è stato dichiarato il decesso della neonata.

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Richiesta l'autopsia

Il medico legale, presentatosi sul luogo, ha svolto tutti gli accertamenti possibili, ed ha confermato la causa della “morte in culla”. Nonostante il referto del medico legale, per fare maggior chiarezza sulla tragedia, è stata richiesta l’autopsia sul corpo della neonata, l’unico mezzo che può confermare o smentire se si tratti di “morte in culla” o meno.

La SIDS, ovvero la sindrome della "morte in culla", colpisce ogni anno circa 300 neonati in Italia. Non sono ancora chiare le cause di questa sindrome sempre più frequente: si tratterebbe di una morte improvvisa, che colpisce un neonato totalmente sano durante il sonno, per cause sconosciute, senza provocare alcun sintomo. Alcune statistiche dimostrano che la patologia colpisce maggiormente i neonati nei loro primi mesi di vita, e sembrerebbe interessare maggiormente i bimbi di sesso maschile, soprattutto se nati in maniera prematura.