Chi non è rimasto commosso fino alle lacrime guardando per la prima volta il film "Colpa delle stelle"? Uscito nelle sale cinematografiche nel 2014, grazie all'abile regia di Josh Boone, che è riuscito a portare sullo schermo l'omonimo romanzo di John Green.

La trama è molto semplice, ma altrettanto triste. Alla sedicenne Hazel Grace viene diagnosticato un tumore irreversibile, a causa del quale la sua vita cambia drasticamente. Per questo motivo viene convinta dai genitori a frequentare un gruppo di supporto psicologico dove conosce Augustus, il quale ha subito un intervento alla gamba per un tumore osseo. I due ragazzi riusciranno supportarsi a vicenda e a dare un senso alla loro tragica situazione.

Quando un film può aiutare: la storia di Sofie

Dopo aver visto questo film, Sofie, una ragazza inglese di 17 anni, scopre di avere un tumore. Da qualche tempo, infatti, la giovane soffriva di dolori addominali che non riusciva a spiegare, e che i medici le avevano diagnosticato in modo abbastanza superficiale come stitichezza.

Ma la storia dei due protagonisti di "Colpa delle stelle" ha fatto scattare un campanello di allarme nei pensieri della ragazza che, dopo l'ennesimo attacco addominale, è stata portata dalla nonna al pronto soccorso. Gli esami non hanno lasciato dubbi: Sofie era affetta da un tumore desmoplastico. È iniziato, così, il coraggioso approccio dell'adolescente inglese alla chemioterapia.

Come la protagonista del film, Sofie, con una forza di volontà che non ha pari, ha affrontato la cura chemioterapica, nonostante i sacrifici che le è costata. Come lei stessa ha raccontato: "Durante i trattamenti non c'è spazio per lo studio e la scuola.

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Riesco a godermi la compagnia degli amici ma ho difficoltà a concentrarmi, sono sempre stanca e non riesco a fare nemmeno le cose più banali. Dopo un anno di chemio - ha continuato la ragazza -  speravo di potermi dedicare nuovamente agli studi, ma il tumore ha ripreso a diffondersi e sono tornata sotto terapia".

La realtà ha un lieto fine?

Sofie può avere ancora una speranza, grazie ad un particolare trattamento che viene effettuato in Germania, e che consiste nella cosiddetta ipertermia, che combatte il cancro tramite il riscaldamento delle cellule tumorali. Occorrono 40 mila sterline per questa cura, ma la madre di Sofie ha dichiarato: "per andare avanti devo credere di avere ancora una possibilità".