30 novembre 2016, Germania - Due terroristi di appena 17 anni avevano l'intenzione di uccidere i bambini di una scuola materna in modo decisamente atroce: gelato avvelenato ed un’autobomba piazzata nel parcheggio per i genitori.

I due giovani, Mohammed O. e Yusuf T. membri affiliati dellIsis, erano stati precedentemente arrestati nel mese di aprile, in seguito all'esplosione, ideata da loro, di un ordigno posto all’interno del Tempio Sikh. Grazie alle intercettazioni, gli agenti della polizia investigativa hanno scoperto che i due giovani 17enni organizzavano, tramite l’applicazione di messaggistica istantanea WhatsApp, un nuovo attentato terroristico altrettanto crudele, ordinando su Amazon il materiale necessario alla costruzione di bombe.

Il contenuto della lettera

Come riportano le fonti, ed in particolare il giornale tedesco “Bild”, in seguito all’arresto dei due giovani, gli agenti di polizia sono riusciti ad intercettare una lettera spedita dalla casa circondariale dove è recluso Mohammed, indirizzata al capo banda Yusuf, contenente una richiesta di approvazione per l’attentato ed una richiesta su indicazioni riguardanti lo svolgimento dell’attacco programmato.

In particolare, il detenuto chiese: “Posso uccidere anche i bambini? Con il mio furgone potrei distribuire il gelato avvelenato ai bambini. È consentito dalla legge della Sharia l’utilizzo dell’arsenico o Warfarin o Stricnina?. Il giovane detenuto, in base a ciò che è emerso dalla lettera, sembrava già aver pensato e calcolato tutti i dettagli riguardanti la programmazione dell’attentato, compresa ovviamente la fine gloriosa: “Potrei fare Istis Hadi Amalya (suicidio) nella scuola d’infanzia” o ancora: “Potrei violentare le donne nemiche del Profeta Maometto?”

Oltre queste domande, il detenuto Mohammed nella lettera chiedeva al capo banda Yusuf un recapito telefonico per poter comunicare segretamente con gli altri affiliati dell’Isis e potersi accordare per l’esplosione dell’automobile nel parcheggio della scuola materna.

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La polizia, in seguito ad indagini approfondite, ha rinvenuto sul cellulare di Yusuf, numeri di telefono appartenenti ad altri membri dell’Isis. L’avvocato del giovane ha spiegato: “il mio cliente è pentito e vorrebbe testimoniare in tribunale”.