Molte leggende e racconti mitologici parlano di giganti che avrebbero abitato il nostro pianeta in tempi remoti. Persino nella bibbia cristiana sono presenti questi “titani” conosciuti con il nome di “Nephilim”, creature nate dall’incrocio degli “Dei” con i terrestri. Per i teorici degli antichi astronauti si tratta di un chiaro segno (male interpretato) della presenza degli alieni sul nostro pianeta in tempi remoti; per gli scettici invece, resta soltanto un racconto. Nel 1977 in Polonia, in una chiesa di Ostrów Lednicki, un gruppo di archeologi ha rinvenuto un curioso reperto: lo scheletro di una donna risalente ad età medievale, alta circa 2,25 metri.

Generalmente viene classificato come gigante un individuo con altezza e dimensioni fuori dal comune. La condizione medica del “gigantismo” è stata identificata nel 19° secolo, ed è causata da un tumore non canceroso della ghiandola pituitaria, che genera in eccesso l’ormone della crescita.

Le scoperte sullo scheletro gigante

La povera donna avrebbe vissuto una vita non proprio facile, date le sue immense dimensioni. Le sue ossa risultano infatti essere lesionate, e anche la sua colonna vertebrale mostra una particolare degenerazione. Questa persona, oltre ad essere molto alta, presenta anche un cranio fuori dal comune (cosa che potrebbe essere causata dalla acromegalia, una rara condizione dell’eccessiva produzione dell’ormone della crescita).

Lo scheletro è stato ritrovato con alcune ossa rotte e dei noduli in presenza delle costole, cosa che potrebbe far pensare a una infiammazione polmonare. Una cosa curiosa che ha colpito gli archeologi è che mentre altri teschi ritrovati nello stesso luogo erano rivolti verso ovest, quello della donna era invece rivolto verso est ed entrambe le braccia erano piegate.

Lo scheletro risale al periodo storico compreso tra il XII e il XIV secolo. Pur risalendo la sua scoperta al 1977, solo di recente sono stati pubblicati tutti i dettagli in un libro intitolato 'New Developments in the Bioarchaeology of Care', scritto da Magda Matczak.

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